Oggi vorrei fornire uno strumento che a me è stato utilissimo per capire alcune dinamiche importanti riguardo ai bisogni, i desideri e le pulsioni dell’uomo. Uno strumento importante per comprendere cosa c’è alla base delle scelte dell’uomo e all’individuazione di quelle che sono le spinte emozionali che ci portano ad agire prima ancora di portarci a fare delle scelte. La classificazione più conosciuta dei bisogni umani è dovuta a Maslow (1954) che con la sua piramide ne è riuscito a dare una rappresentazione molto chiara. Secondo la piramide di Maslow l’uomo tenta di soddisfare i suoi bisogni seguendo una gerarchia che vede al primo livello i bisogni fisiologici (cibo, tetto, sonno, sesso). Al secondo livello troviamo i bisogni di sicurezza fisica: la necessità di preservare la propria salute, l’incolumità propria e delle persone care. Al terzo ci sono i bisogni relazionali: appartenenza al gruppo, amore, amicizia. Al quarto quelli legati alla stima e al prestigio. Al quinto quelli di autorealizzazione, di successo personale. Secondo Maslow l’uomo non penserà a soddisfare un certo tipo di bisogno se non sentirà di aver appagato quelli ai livelli sottostanti. In una società evoluta come la nostra è facile che il nostro cliente si trovi ad affrontare la necessità di soddisfare bisogni sempre più evoluti. Per questo motivo anche nel momento in cui si troverà ad acquistare un pacco di pasta (bisogno fisiologico, cibo) sarà influenzato da modelli e stili di vita a lui trasferiti dalla pubblicità. La pubblicità della Barilla ad esempio gli potrà ricordare lo slogan: “Dove c’è Barilla c’è casa”. In questo modo comprando quella marca di pasta cercherà contemporaneamente di soddisfare il suo bisogno (o meglio la sua proiezione) di vita relazionale (terzo livello della piramide). Il seguito alla prossima puntata.
Ciao!
A Cura di Valter Romani,
Autore di “Scacco alle Bugie” e “Da Grande Sarò Ricco”
mercoledì 29 luglio 2009
I bisogni secondo Maslow
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Etichette: autostima, bisogni, comunicazione
giovedì 2 luglio 2009
Quale è il migliore investimento?
Parlo spesso nei miei articoli di coerenza e di come i politici nella gran parte dei casi non mostrino questo aspetto. Non possono comprendere le difficoltà del popolo, in quanto vivono in situazioni socio-economiche molto più vantaggiose. Parlo del fatto di percepire compensi fuori ogni logica e di usufruire di vantaggi che a noi “mortali” non sono permessi. Ad esenpio le case degli enti. Per anni molti dirigenti della classe politica italiana (mi limito al nostro Paese) hanno soggiornato in attici e immobili di lusso, semplicemente pagando affitti “simbolici” (forse qualcuno neanche quello avrà sborsato!). In un secondo momento hanno acquistato gli stessi immobili a prezzi nettamente più bassi rispetto al valore di mercato. Davvero un ottimo affare, peccato che siano soltanto loro a poterne usufruire! Il mio non è un discorso fazioso, in quanto i politici in questione sono di entrambi i schieramenti. Ora tralasciando questo aspetto, torniamo agli immobili, o meglio all’investimento su di essi. Il primo seminario che ho seguito nella mia vita, è stato proprio quello di Alfio Bardollasugli immobili. Proprio come hanno fatto i nostri “cari” politici, anche noi possiamo sfruttare, quella che potremmo definire come la regola n°1 degli investimenti immobiliari (ma relativa ad ogni settore). Per guadagnare, non soltanto nel tempo, ma anche e soprattutto nell’immediato, bisognaacquistare allo sconto! Se compri una casa, o peggio ancora un automobile (subisce sistematicamente delle svalutazioni nel tempo) per guadagnarci la devi acquistare ad un valore più basso rispetto a quello di mercato. Ho lavorato per anni nel settore del commercio dei veicoli per le multinazionali di autonoleggio Leasing, e so che se compri con il valore di Quattroruote non guadagni, perchè quello è il tetto massimo alla quale spingersi. Ora senza entrare in argomentazioni particolarmente complesse, vorrei soffermarmi però sugli immobili. Comprare allo sconto si può! Ci sono le aste giudiziarie, quelle fallimentari, ci sono i cosiddetti “dont wanter” ossia tutte quelle persone che devono per svariati motivi liberarsi al più presto di un immobile (trasferimenti, lavoro, eredità da spartire, ecc.). In questo caso possiamo far leva sulla componente tempo in modo da ridurre marginalmente ancora di più il prezzo a nostro vantaggio. Ci sono i compromessi, ossia l’acquisto di un contratto dove si evince che sei disposto ad acquistare un certo immobile in fase di costruzione, ad un certo prezzo, entro un certo limite di tempo (un pò come le opzioni in Borsa) versando un “premio” (caparra). Quel contratto è appunto un qualcosa di vincolante sia per il costruttore che per l’acquirente. Quest’ultimio però potrà rivenderlo a terzi, guadagnando sulla differenza di valore che lo stesso immobile potrebbe assumere a breve (importante in questo il prezzo pattuito). Usiamo tutte le leve finanziarie a nostra disposizione, come ad esempio i mutui bancari. Con “Padre Ricco, Padre Povero” ho avuto modo di conoscere il metodo di valutazione della nostra situazione finanziaria mediante il Cash Flow. Grazie ad esso, ho riscontrato una differente capacità di rendimento dell’immobile, dipendentemente dal tipo di uso che ne facciamo. Acquistare casa andandoci a vivere, accedendo ad un muto, non è “intelligente” dal punto di vista finanziario. So che questo è un aspetto ed un argomento che genera molte discussioni in quanto la prima casa è un bene primario ed affettivo per la gran parte delle famiglie. Ma non sfruttare la possibilità di indebitarci con un istituto bancario per scopi speculativi, con un investimento “immobilizzato” non è una scelta che nel tempo si dimostrerà saggia. Io ad esempio sto in affitto, ma al tempo stesso “sfrutto” la possibilità di fare affari con i soldi di altri (in questo caso le banche). Certo, offro delle garanzie (ci mancherebbe!) ma non dirotto le mie risorse in un affare di cui potrei godere di benefici economici, soltanto facendo passare molto tempo. Se non compri a sconto e se immobilizzi i tuoi capitali, non farai mai lavorare i soldi per te! Lo so, è un argomento che crea dibattiti, perchè ci sono fazioni che la pensano in maniera totalemente differente. Nel tempo però ho imparato ad adottare lo stesso sitema ad esempio sul settore nautico. Nel periodo post estivo, vado alla ricerca di piccoli affari (non è necessario spendere cifre stratoseferiche) magari acquistando gommoni o barche di piccolo taglio a cifre ridicole per poi rivenderle nell’immediato. Tutto ciò è possibile, soltanto guardandoci intorno, studiando il mercato, interagendo con gli altri, creando possibilemte un team (anche di amici), e soprattutto abbattendo ogni pregiudizio. Di affari se ne trovano moltissimi! Molte persone lavorano per otto ore al giorno, per cinque giorni a settimana, per quattro settimane al mese e tutto ciò per quanti soldi? Non so, ad ognuno larga sentenza! La nostra psicologia e l’approccio che abbiamo sul denaro, è il primo aspetto su cui lavorare sin da subito. Dopo questo articolo scritto da Alessandro Cosimetti, non posso far altro che consigliarvi l'acquisto dell'enciclopedia migliore al mercato che parla di Investimenti immobiliari...ricorda, il 90% delle persone ricche al mondo, hanno investito sugli immobili!!
Vivo a Roma, e siccome la stragrande maggioranza degli appartamenti ed attici, fanno parte proprio della mia città, posso assicurarvi che i nostri politici hanno risparmiato (e guadagnato appunto) una valanga di soldi.
Se sei interessato all’articolo in questione, ti invito a leggere Espresso del 31 agosto 2007 (argomento sempre molto attuale!).
Eseguo vari tipi di investimenti tra cui proprio gli immobili, perchè sono altamente redditizi.
Se non conosci e non testi, non saprai mai se sarà possibile!
Pubblicato da webmaster alle giovedì, luglio 02, 2009 0 commenti
Etichette: autostima, investimenti, soldi