Iniziamo anzitempo ad augurare le vacanze di Natale a tutti i lettori affezionati del blog: impegni di studio e lavoro prima della fine dell'anno mi portano a darvi un caloroso saluto e abbraccio. Ripartiamo il prossimo anno più carichi che mai con nuovi corsi di primo e secondo livello, aggiornati al 2009.
Auguro a tutti un sincero Buon Natale!!
Siamo abituati a correre, a non fermarci mai neanche di fronte agli ostacoli e agli impegni quotidiani; se questo da un lato è un fatto molto positivo perché vuol dire che si ha la forza e la grinta per affrontare il domani e "mordere il successo"; purtroppo a volte ci rende sterili, finti...in parole povere ci dematerializza trasformandoci in macchine del successo ma che si dimenticano di un abbraccio, di una carezza, di un sorriso donato ad uno sconosciuto che incrociamo lungo la via dello shopping.
Proprio perchè amo i sentimenti e le emozioni, regalo a tutti i lettori le parole e la musica di una canzone che sicuramente vi donerà un pò di brividi d'amore e vi lascerà nel viso un leggero, unico e vero SORRISO!
Massimo Pigliacampo
A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che hai d’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.
A Natale puoi.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.
A Natale puoi
puoi fidarti di più.
A Natale puoi.
mercoledì 10 dicembre 2008
E' Natale!!
Pubblicato da webmaster alle mercoledì, dicembre 10, 2008 0 commenti
martedì 2 dicembre 2008
Consigli interessantissimi per vendere!
TECNICA DELLE RISORSE LIMITATE:
La tattica più utilizzata, per ottenere risposte veloci dai propri interlocutori, è quella il proprio prodotto in una condizione di scarsità.
Perchè è così efficace? Semplicemente perchè fa parte della natura umana desiderare ciò che non si può avere. E’ stato dimostrato da moltissimi studi che la natura umana assegna maggior valore a ciò che, per vari motivi, fa fatica ad ottenere.
Dicendo al tuo interlocutore che è molto difficile ottenere qualcosa, ne aumenterai il desiderio.
TECNICA AZIONI IMMEDIATE :
ERRORE :
A volte, chi esercita la professione della vendita, commette l’errore di dire al cliente che sarà disponibile in ogni momento.
Questo errore diviene evidente, agli occhi del venditore, quando egli raggiunge una soglia di impegno per la quale deve rinunciare a visite ed incontri. Quando il cliente si rende conto che non può avere il professionista disponibile immediatamente quando lo desidera, inizia ad acuire il desiderio di acquistare proprio da lui.
CONSIGLI :
Poni una scadenza. Le persone, spesso, agiscono come procrastinatori incalliti. Senza una scadenza, e quindi senza il potenziale rischio di perdere qualcosa, i clienti temporeggeranno sino ad aver raccolto più informazioni, aver consultato molti altri venditori, aver riflettuto ancora molto sull’opportunità o meno dell’acquisto. Ponendo una scadenza, si innesca un meccanismo interno che spinge il cliente a prendere una decisione.
Ricorda al cliente che la tua offerta è limitata, e/o come scadenza e/o per le quantità. Se qualcuno chiede al venditore quanti pezzi abbia a magazzino, evitare di rispondere dicendo: “Ne abbiamo a bizzeffe” bensì usare il più efficace “Ne abbiamo un certo quantitativo, tuttavia stanno uscendo molto velocemente”.
Gioca duro con la tua disponibilità. Presentandosi come troppo disponibile, il venditore diminuisce il proprio valore agli occhi del cliente. Viceversa, il valore cresce. Evitare di dire: “sarò disponibile ogni giorno, nella prossima settimana”, sostituendolo con un molto più produttivo: “Sarò piuttosto impegnato la prossima settimana, tuttavia farò del mio meglio per riuscire a vederci”.
A Cura di Cesare D’Ambrosio,
Autore di “Tecniche di Vendita”
Pubblicato da webmaster alle martedì, dicembre 02, 2008 0 commenti
lunedì 1 dicembre 2008
CONSIGLI DI IGIENE VOCALE E TECNICHE DI RISCALDAMENTO
Consigli di igiene canora
Il counseling terapeutico del professionista della voce dovrebbe rendere autonomo il paziente nelle seguenti finalità, qui descritte in termini familiari al performer:
Liberare dalle tensioni gli organi di fonazione
ÿ Rendere minime le tensioni laringee, imparare a mantenere una postura flessibile e ben bilanciata del collo
ÿ Esaltare l’accordo pneumofonico, affinché le corde vocali ricevano una controllata ed efficiente corrente aerea, controllare la voce a partire dai muscoli respiratori della gabbia toracica, del dorso e dell’addome
ÿ Rilassare la lingua ed espandere il cavo orofaringeo per creare un ampio spazio di risonanza, poi focalizzare le tecniche di posizione (risuonatori superiori) per una amplificazione naturale
ÿ Non abbandonare mai il training tecnico individuale col maestro
ÿ Implementare il sonno e apprendere tecniche di riscaldamento e di raffreddamento vocale spesso ignorate anche da cantanti affermati.
Usare una tessitura ottimale
ÿ Parlare e cantare in un range di altezze adatto al proprio strumento vocale. Forzare l’estensione della propria voce, accettando di adattarsi a tessiture di brani Œcostruiti’ per il range vocale di un noto artista o per ruoli non adatti alla propria ottava di comodità, facilita la scrittura di un contratto ma può, sicuramente nel lungo termine, danneggiare la voce. E’ dunque compito importante, sia per il cantante lirico che moderno, identificare il range vocale più naturale e confacente, sia in termini di estensione che di tessitura. Nel canto moderno, la possibilità di fare trasposizioni significa adattare la tessitura del brano alla propria voce, esaltando al meglio le proprie dinamiche e caratterizzare così personalmente il pezzo
ÿ Se indicato, accrescere la propria estensione gradualmente e col supporto di una tecnica eufonica. Raggiungere un tono acuto in vocalizzo non significa poter tenere quella nota su lunghe frasi ogni sera della settimana (o sostenerla ad ampio volume sul rumore di un’orchestra o sul suono amplificato di una chitarra elettrica)
ÿ Ricordare che la frequenza fondamentale media della voce parlata, e così anche i limiti di estensione, possono variare leggermente dal mattino alla sera e da un giorno all’altro, secondo lo stato di salute delle mucose, l’umore, il livello di stress. Anche gli ambiti di passaggio di registro possono variare lievemente, solitamente più gravi al mattino o in caso di rilassamento o astenia fisica, più alti quando si è tesi e ansiosi. Il modo migliore per governare i passaggi è conoscerli, sperimentare le possibilità di emissione sui toni che ne sono coinvolti, evitare di forzare la voce negli ambiti di transizione, imparare a miscelarli
Evitare le flogosi
ÿ Proteggere le mucose del tratto respiratorio evitando il fumo, la polvere e gli ambienti malsani
ÿ Curare le allergie respiratorie
Mantenersi idratati
ÿ Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno per mantenere il corpo e la voce in buona salute
ÿ Non bere solo quando si ha sensazione di sete o prima della performance, né aspettare di aver la gola secca
ÿ Evitare o limitare bevande e sostanze che abbiano effetto diuretico, compreso alcolici, caffeina, e non far uso indiscriminato di integratori dietetici
ÿ Pastiglie a base di glicerina o sali termali possono aiutare a stimolare la salivazione e mantenere il cavo orale o la gola umettati
ÿ Effettuare docce prolungate o in sauna quando la voce è stanca o Œdura’, o quando è in corso una flogosi o temporanea irritazione delle mucose. Umidificare l’ambiente e le mucose (suffumigi e oli balsamici, ma facendo attenzione a fenomeni di allergizzazione o broncospasmo)
Evitare urli, grida e comportamenti di raclage non necessari
ÿ Evitare di parlare forte o cantare in corso di episodi flogistici
ÿ Evitare situazioni in cui si sia costretti a parlare o cantare sul rumore ambientale. Limitare l’abuso vocale parlato, spesso minato da obblighi professionali quali rapporti con i fans, conferenze-stampa, ecc. Periodi di prolungata attività parlata in ambienti rumorosi, può danneggiare la voce quanto il surmenage canoro
ÿ Il raclage continuo può nel tempo traumatizzare le corde vocali. Verificare se è una abitudine nervosa o una risposta spontanea alla percezione di secrezioni faringolaringee
Proteggersi dalla pirosi gastrica e dal reflusso
ÿ Seguire i consigli dietetici e le norme di igiene anti-reflusso. Indipendentemente dagli obblighi sociali, evitare i pasti a tarda ora per non incorrere in episodi di reflusso
Evitare l’assunzione di pastiglie balsamiche o antidolorifiche non prescritte da un medico
ÿ La maggior parte dei rimedi balsamici in gocce o pastiglie contengono sostanze chimiche come il mentolo che seccano le mucose faringolaringee, rendendo le corde vocali più vulnerabili alle flogosi e alle infezioni
ÿ Gli antidolorifici mascherano i primi segno di malattia o sforzo vocale, accrescendo il rischio di danni da sovraffaticamento
ÿ Monitorare il feedback acustico ambientale
ÿ Non essere in grado di ascoltare ciò che il pubblico ascolterà può mettere a dura prova voce e nervi. Per aiutare l’emissione su livelli sicuri e non si sia costretti a modificare il proprio equilibrio tecnico per ricercare una diversa intensità vocale, saggiare l’acustica del teatro durante le prove. Per il cantante moderno fare, col fonico, un buon check della voce; per evitare tensioni, perdita di concentrazione e il rischio di forzare la voce, scegliere uno strumento della band che risulti di più facile ascolto (tastiera, chitarra, ecc.) e avvertire lo strumentista che viene scelto come riferimento acustico e intonativo
Evitare lo stress e avere come priorità la salute vocale
ÿ Molti problemi vocali sono correlati a improprio uso della voce e/o stress psicofisico. Il fatto di ignorare la stanchezza provoca ,dopo una settimana di compensazioni, la riduzione dei toni acuti e iniziale raucedine, con fonastenia spesso confusa dall’artista per iniziale flogosi vie aeree. Il riscaldamento vocale è in questo momento pratica irrinunciabile per ridurre i danni. Ad essa si possono aggiungere i seguenti esercizi: indipendentemente dalla qualità vocale ottenuta, cantare note tenute su diverse vocali nell’ambito centrale dell’estensione ponendo attenzione alla loro stabilità (anche timbrica) per tutta la durata di un atto espiratorio. Poi glissare dai gravi agli acuti e viceversa (Stemple et al., 1994)
ÿ Prendersi cura della propria voce significa prendersi cura di sé stessi. Riservare un momento della giornata ad esercizi di stretching corporeo e riscaldamento vocale per contrastare gli effetti di eventuali rigidità della postura e della respirazione
Riscaldare regolarmente la voce
ÿ Se non si sa come affrontare un riscaldamento vocale attuare qualche lezione individuale con il logopedista per apprendere una tecnica di riscaldameno di routine
ÿ Effettuare un riscaldamento più protratto e specifico prima delle performance o prima di un periodo performativo vocale prolungato
ÿ Se è in corso una flogosi laringea effettuare un riscaldamento silente, mentalmente.
Le tecniche di riscaldamento
Una prova sperimentale della reale efficacia del riscaldamento vocale nell’ottimizzare la performance canora, è stata fornita dalla comparazione degli effetti degli esercizi di riscaldamento a breve termine rispetto a condizioni di riposo. Fisiologicamente, il riscaldamento non modifica i livelli minimi e massimi di frequenza fondamentale producibile (estensione), ma accresce il livello di pressione fonatoria per i toni acuti, cioè della minima pressione aerea sottoglottica necessaria per l’oscillazione dell’onda mucosa. Ciò dimostra che gli esercizi di riscaldamento vocale aumentano la viscosità delle corde vocali, favorendo così la stabilità dei toni acuti. (Motel T. et al., 2003). Il concetto di riscaldamento non è limitabile alla sola pratica di emissione di vocalizzi ma riguarda la preparazione Œatletica’ di tutto il corpo, attraverso le seguenti tappe, che necessitano in totale un tempo medio di 20 minuti: tecniche di concentrazione, detensione e tonicità muscolare del corpo, verifica degli automatismi dinamici respiratori, prontezza dell’intonazione e agibilità dell’estensione. Vale la pena ricordare che, in situazioni di debolezza o malattia, un accurato riscaldamento è la terapia più importante per non ridurre il rischio di danni. L’uso di intensità vocali elevate, la scarsa umidità dell’aria e l’esecuzione da seduti sembrano essere fattori non favorenti un corretto riscaldamento vocale (Vintturi et al., 2001).
Le prime tre tappe sono eseguibili in meno di dieci minuti:
1) Pensare all’interno del proprio corpo e alle emozioni, scegliendo un posto dove sia possibile concentrarsi. Fare un rapida rassegna delle tensioni accumulate in giornata, per ristabilire la Œneutralità’ corporea e potersi concentrare sulla voce e sul momento di entrata in scena.
2) Compiere qualche minuto di leggera ginnastica aerobica per migliorare la circolazione e il tono muscolare. Dopo pochi minuti compiere qualche esercizio di stretching col capo, le braccia, le spalle e i fianchi. Effettuare anche alcuni profondi sbadigli e scrollare braccia e gambe per liberarle dalle tensioni.
3) Controllare la respirazione, mantenendo il collo allungato in allineamento col dorso, la gabbia toracica espansa e le spalle abbassate, mentre si inspira silenziosamente con espansione dell’area epigastrica e costale laterale. Espirare lentamente, con atto lento e completo, verificando le capacità di controllo sulle dinamiche di appoggio e di sostegno diaframmatico. Ripetere per una decina di volte.
Successivamente, riempire profondamente i polmoni con un atto inspiratorio ed eseguire una ventina di piccole inspirazioni ed espirazioni rapide, il più silenziosamente possibile, controllando i movimenti della gabbia toracica e dell’addome. Riposarsi e poi ripetere per 4-5 volte. Sostituire l’espirazione silenziosa all’emissione di /u/ aspirate. Bere se si avverte secchezza delle fauci.
4) ŒMuovere’ la voce usando scale o arpeggi di uso comune durante lo studio, iniziando sui toni centrali della propria estensione, o una semplice melodia trasposta entro un range di comodità per la propria estensione, vocalizzandola con la sillaba /ma/ o /la/.
5) Raggiungere con gradualità le note più acute, fino a un tono o due sopra il range di estensione della parte; non concludere il vocalizzo senza esser tornati sui toni centrali.
7) Verificare che le posizioni (“maschera”) siano “a fuoco” e la voce sia risonante prima di lavorare sul volume.
6) Se la voce è pesante o sporca, compiere vocalizzi nasalizzati (facilitati dalle sillabe /mi/ e /ni/) per rendere più brillante la qualità vocale; se la voce è piccola o stridula realizzare maggior ampiezza nel cavo orofaringeo (facilitato dalle sillabe /lo/ /go/).
7) Se la voce fosse dura costringerebbe a spingere: ridurre l’intensità vocale ed evitare i toni acuti, applicando tecniche di rilassamento del tipo sbadiglio/sospiro e idratando le mucose.
8) Testare un brano del repertorio in tonalità d’esecuzione e intensità media, controllando l’allineamento posturale capo-collo-spalle-sterno e la gestione del respiro.
9) Allenare le procedure di riscaldamento a casa.
10) Utilizzare il vocal fry per saggiare la Œviscosità’ della copertura cordale. L’esercizio del vocal fry è suggerito come manovra per Œpulire’ le corde vocali da depositi di muco e per verificare la libertà e l’ampiezza dell’onda vibrante. Tuttavia è nostra esperienza assistere ad esecuzioni incorrette di tale registro con frequenti gradi di ipertono delle false corde e quoziente di chiusura aumentato. E’ allora indicato un controllo videolaringoscopico dell’uso di questo registro per indurre ad una corretta esecuzione, che può essere favorita dalla contemporanea richiesta di controllo del vocal tract con tecniche di sbadiglio o di Œsob’.
11) Il riscaldamento effettuato con il trillo linguale o labiale, i “muti” (vocalizzi a labbra chiuse), l’utilizzo di emissioni nasalizzate, i vocalizzi con arrotondamento e protrusione moderata delle labbra, condotti su glissati, scale o arpeggi, e su tutta l’estensione vocale, inducono un adeguamento della funzione respiratoria in termini di rapidità di sostegno respiratorio, riducono le forze esercitate direttamente e medialmente sulle corde vocali, portano le corde a vibrare solo sul loro bordo libero in una sorta di registro medio che permette di verificare le “posizioni” senza “stringere la gola” e senza dar subito “volume” in registro pieno, e tonificano in lunghezza le corde stesse.
12) Glissati tra due ottave di estensione, su vocali anteriori come la /i/ e la /u/, inizialmente solo discendenti, poi anche ascendenti, prima con netta transizione tra voce “di petto” e falsetto, poi uniformando i registri con una emissione definita “mista”, allenano le variazioni tensionali delle corde vocali, indirizzate al principio allo stiramento del legamento vocale poi a tutto il muscolo. Tale procedura provvede al separato esercizio nell’attività dei due tensori delle corde, facendone saggiare il prodotto vocale della loro funzione prima separatamente (voce piena e falsetto), nell’ambito tonale loro più fisiologico, ed infine attuando la loro unione nell’emissione “mista”. Si evitano così difficoltà di realizzo di note di passaggio di registro. La manovra tende anche a polarizzare la prima formante sulla frequenza fondamentale aumentando l’udibilità vocale a favore di quello che i maestri definirebbero la “punta” del suono.
13) Esercizi a lingua protrusa in scale e sequenze vocaliche alternate /a-i/ , sono utili per creare coscienza nell’indipendenza tra le strutture fonatorie e quelle articolatorie, rilassare lingua e mandibola, concentrarsi nel mantenere una posizione laringea verticale stabile durante l’articolazione. Così anche tutti i vocalizzi che utilizzano sillabe inizianti per consonanti, specie /l/, /v/, /m/, /n/, cari a molti maestri di canto, allenano e facilitano l’abitudine a mantenere il suono in “posizione” indipendentemente dalla consonante che precede o segue.
14) I filati, o “messe di voce”, effettuati con cavità buccale non troppo aperta e con vocali prima anteriori e poi posteriori, pongono con calcolata gradualità in vibrazione la massa delle corde vocali; aiutano il cantante a bilanciare la tensione del muscolo con quella del legamento vocale; fanno esercitare la regolazione del crescendo e del decrescendo nel corso dell’emissione, ove i volumi polmonari sono ovviamente via via decrescenti; fanno infine lavorare tutti i muscoli intrinseci della laringe in rapporto coordinato con i mutamenti della pressione respiratoria durante l’emissione vocale.
15) Gli staccati in arpeggio realizzano la possibilità di iniziare la performance con voce pulita e pronta, stabilendo un modo dominante (registro pieno) di vibrazione delle corde vocali, a voce piena, ed allenano i muscoli abduttori ed adduttori, cioè quelli che determinano l’apertura delle corde (posizione respiratoria) e quelli che ne determinano la chiusura per l’atto fonatorio, simultaneamente ai muscoli tensori durante i cambi di altezza tonale.
Franco Fussi e Tiziana Fuschini
Pubblicato da webmaster alle lunedì, dicembre 01, 2008 0 commenti
Etichette: diaframma, respirazione, voce
lunedì 24 novembre 2008
La gestione degli spazi, ovvero la Prossemica
Parte molto importante durante la preparazione di un processo comunicativo, è la pianificazione della prossemica.
Ogni comunicatore, infatti, ancora prima di iniziare a parlare ad una platea, dovrebbe non solo visitare l’aula dove verrà svolto il convegno o la riunione per poter essere il maggior modo possibile “padrone della scena”; dovrà anche valutare se parlare in piedi o seduto.
Questa valutazione, è di vitale importanza per riuscire a mantenere vivo l’interesse di chi ci sta ascoltando.
Ad esempio, durante i primi minuti di una comunicazione consiglio sempre, naturalmente ove sia possibile, di parlare in piedi muovendosi e gestendo nel migliore dei modi tutto lo spazio a nostra disposizione con la massima naturalezza.
Una figura statica dietro ad una cattedra sicuramente non potrà mai suscitare l’interesse inconscio che potrebbe fare invece una figura in movimento.
Ricordo che lo scopo principale di chi parla in pubblico, è quello di portare a termine la comunicazione, questo vuol dire che non bisogna solo pensare a far arrivare il messaggio; bisogna anche riuscire ad ottenere un buon feed-back (risposta) da parte della platea.
Il feedback ottimale non è solamente quello che viene recepito attraverso le domande che vengono poste dal pubblico; è anche dato dalla visione di un’assemblea attenta all’oratore.
Un consiglio che voglio dare a chi deve parlare in pubblico ed ha la possibilità di muoversi è quello di avvicinarsi alla platea per fare degli esempi o per parlare delle proprie esperienze vissute in relazione al dato argomento (sono il segreto per richiamare l’attenzione: la gente ama farsi i fatti degli altri! ;-)).
Tornare invece dietro alla cattedra o vicino allo schermo o alla lavagna, per far capire l’importanza e l’ufficialità di ciò che stiamo per dire.
A Cura di Massimo Pigliacampo,
Autore de “I Segreti per Parlare in Pubblico”
Pubblicato da webmaster alle lunedì, novembre 24, 2008 0 commenti
Etichette: comunicazione, parlare in pubblico, spazi
sabato 22 novembre 2008
Nuovo corso al Pathos
Inizia il nuovo corso di comunicazione al "pathos" di Macerata.
Pubblicato da webmaster alle sabato, novembre 22, 2008 0 commenti
Etichette: comunicazione, corso, macerata, pathos
giovedì 20 novembre 2008
Ottimismo e Linguaggio
Tra le varie componenti che concorrono ad esprimere un nuovo e positivo atteggiamento verso la vita, vi è sicuramente il linguaggio.Linguaggio inteso come le parole e le frasi che tutti noi usiamo quando conversiamo con gli altri.
In queste considerazioni, non mi soffermerò a ripetere quanto sia importante il modo di esprimersi, nella comunicazione: Sappiamo tutti quanto sia importante il linguaggio del corpo rispetto al linguaggio verbale; non lo scopriamo oggi e lo possiamo constatare tutti i giorni nella nostra quotidianità.
Il punto sul quale desidero soffermarmi ed affrontare è il linguaggio verbale, o, meglio, lo stretto rapporto che esiste tra il linguaggio verbale e i nostri stati d’animo, e l’inclinazione ad Ottimismo/pessimismo. Spesso, infatti, un linguaggio corretto, ma intriso di contenuti, frasi, o affermazioni negative, porta spesso a sviluppare uno stato d’animo e un modo di vivere le situazioni quotidiane più incline alla negatività e al pessimismo.
Ora, con il termine negativo - negatività non intendo soltanto un evento negativo, come può essere un incidente, un dolore, un qualsiasi evento che potrebbe determinare conseguenze non positive, anche se solo temporanee, ma anche e soprattutto intendo riferirmi alle frasi, ai predicati, ai modi di dire, ai luoghi comuni, alle singole parole che ancora una volta hanno il potere, come ho detto poc’anzi di influenzare il nostro modo di pensare, le nostre credenze e conseguentemente ne determinerà poi il nostro modo di agire (o non agire).
Naturalmente se è vera l’equazione frasi negative = atteggiamento negativo, che proiettato nel futuro potrebbe significare orientamento al pessimismo, è a maggior ragione valida l’equazione frasi positive = atteggiamento positivo, orientamento ad una visione della vita più ottimistico e costruttivo.
Quante volte abbiamo ascoltato affermazioni del tipo :
” Cosa vuoi farci, va tutto male in questa società”
“ Solo a sentire certe cose mi scappa la voglia di vivere”
” Il mondo va a rotoli e nessuno se ne preoccupa”
“Tanto non cambia niente”
Se ci fate caso, quando incontriamo una persona, e ci fermiamo con essa solo per un saluto o per uno scambio di opinioni, ed esordiamo con la fatidica frase : “Come stai?” cosa ci sentiamo normalmente rispondere ?
“Mah,… così così…..”
“Va come deve andare“…
“Potrebbe andare meglio….”
” Si tira a campare…”
” E’ un periodo in cui tutto mi va storto” …..
Qualche volta, più raramente arriva un ” bene”….. magari in evidente contraddizione con il linguaggio del corpo, il modo con cui lo si pronuncia.
A volte mi chiedo se siamo sempre così scontenti nella vita, o se siamo invece facilmente preda di pensieri limitanti e debilitanti
Quanto sarebbe bello ed emozionante sentirci rispondere : ” Ottimamente!!” , “Splendidamente bene!!“, “Alla grande!!“, “Magnificamente!!”
I motivi che stanno alla base di tale risposte sono numerosi, e spesso si tende a rispondere un po’ negativamente perché magari si ha il timore che una risposta decisamente positiva, ci possa poi far accadere qualcosa di negativo. (scaramanzia). Oppure perché per via dei messaggi ricevuti nella nostra infanzia e nella crescita abbiamo sviluppato uno stile esplicativo pessimistico (che però sappiamo si può rovesciare trasformandolo in ottimistico) .Credenze, ma sempre credenze negative e debilitant.
L’Ottimismo ci insegna che tutto nasce nei nostri pensieri, dalle credenze (più positive), da come rispondiamo a noi stessi di fronte ad un evento, e che tutto questo determinerà conseguentemente il nostro modo di agire (o non agire.
Eventi della vita: spesso sentiamo di fatti e di eventi decisamente non positivi, che purtroppo, va detto, sono parte dei nostri vissuti all’interno della società, come incidenti, malattie, catastrofi naturali, cattiverie, reati, ecc..Non abbiamo la facoltà di evitare il male, che come il bene rappresentano la doppia natura dell’esistenzaMa possiamo, se lo vogliamo, cambiare l’orientamento dei nostri pensieri, il nostro linguaggio, la natura delle nostre affermazioni (negative/positive)
Es : (N) “Va tutto male” - (P) “non tutto funziona come dovrebbe”
(N) “Mezzo vuoto” - (P) ” mezzo pieno”
(N) ” Una spia“ - (P) ” Un informatore”
(N) “Male“ - (P) “non bene”
(N) “Ignorante“ - (P) ” non informato”
(N) “Tutto negativo” - (P) “non tutto positivo”
Torniamo ora a focalizzarci sugli eventi della vita:
Proviamo per un attimo a pensare che nello stesso momento in cui è avvenuto un furto nel negozio a noi vicino, in un altro angolo del pianeta, una coppia è riuscita ad avere un figlio dopo vent’anni di terapie contro la sterilità, dopo innumerevoli vani tentativi, che da un’altro angolo del mondo Maria e Paolo, fratello e sorella, che si sono persi di vista all’epoca della seconda guerra mondiale, si sono ritrovati, dopo quarant’anni, e sono intenti a festeggiare l’avvenimento!!
Che la nonnina di centonove anni sta per essere festeggiata da figli, parenti, nipoti, pronipoti, amici, conoscenti, mentre si appresta a spegnere le centonove candeline!!
Per concludere queste mie osservazioni sul linguaggio, desidero ricordare un’affermazione del poeta Inglese John Milton che potrebbe aiutarci a riflettere su quanto affrontato in queste considerazioni :
“La mente è sede a se stessa ed ha in sé il potere di fare del cielo un inferno, e dell’inferno un cielo”
Un saluto a tutti!
A Cura di Giovanni Raimondi,Autore de “Il Potere dell’Ottimismo”
Pubblicato da webmaster alle giovedì, novembre 20, 2008 0 commenti
sabato 15 novembre 2008
Uno su mille..
Ieri sera sono andato insieme alla mia fidanzata e un pò di amiche al concerto di Gianni Morandi...uno come me, dopo che si è fatto TUTTI i concerti dal 1990 ad oggi di Vasco Rossi, uno che ha cantato e ballato insieme ai vecchi Litfiba, Ska-P...ect, si è felicemente ritrovato a cantare insieme ad un mito della canzone italiana.
Pubblicato da webmaster alle sabato, novembre 15, 2008 0 commenti
Prima di imparare a comunicare bisogna imparare ad Ascoltare
Tra le abilità richieste al venditore, una spicca sulle altre: l’abilità di ascolto. Le tipologie di ascolto possono ridursi a tre tipi: I vantaggi dell’ascolto attivo sono immediatamente percepibili: ERRORI DA EVITARE : E tu, sai trarre tutto il possibile dai dialoghi con i tuoi clienti? A Cura di Cesare D’ambrosio,
Consigli :
Autore di “Tecniche di vendita”
Pubblicato da webmaster alle sabato, novembre 15, 2008 0 commenti
venerdì 14 novembre 2008
L’importanza di avere un atteggiamento vincente
I venditori di maggior successo hanno una visione del business leggermente diversa da quello dei loro colleghi di minor successo. Questi professionisti pur dimostrando talvolta qualche frustrazione perchè non riescono a chiudere tante vendite quante desidererebbero, o perchè i loro clienti a volte non si fanno trovare, oppure ancora per problemi di pagamento, lo fanno senza lamentarsi, senza vittimismo, senza compiangersi, senza addossare la responsabilità degli insuccessi alla propria azienda che non capisce il mercato, al prodotto che è inadeguato, alle politiche commerciali poco accattivanti. Non si lamentano mai!!! Non polemizzano!! Agiscono!! Cosa significa possedere un atteggiamento vincente? A Cura di Cesare D’Ambrosio,
E’ importante conoscere il proprio prodotto e quello della concorrenza, le dinamiche del mercato e le esigenze specifiche almeno dei clienti più importanti.
Questa mentalità è piuttosto rara.
E’ evidente che questo gruppo di venditori possiede una qualità che altri non hanno: un’attitudine vincente, e credo che ciò rappresenti un elemento importante nei loro successi.
Autore di “Tecniche di Vendita”
Pubblicato da webmaster alle venerdì, novembre 14, 2008 0 commenti
lunedì 10 novembre 2008
...concedetemi un piccolo furto...

La vita è un insieme di luoghi e di persone che scrivono il tempo.
Pubblicato da webmaster alle lunedì, novembre 10, 2008 0 commenti
domenica 9 novembre 2008
Combattere il rumore nella comunicazione
Continua il viaggio alla scoperta della comunicazione e dei suoi elementi. In questo articolo voglio parlare del RUMORE. Innanzitutto bisogna precisare che il rumore non fa propriamente parte degli elementi comunicativi, però in un modo o nell’altro, entra sempre all’interno della comunicazione; infatti, come la scienza e la fisica riconoscono che in ogni esperimento o misurazione c’è l’errore, possiamo tranquillamente affermare che in ogni comunicazione c’è sempre un DISTURBO, ovvero il Rumore. Possiamo avere due principali tipi di rumore: quello OGGETTIVO, che viene dall’ambiente e dalla vita che circonda il contesto comunicativo e quello SOGGETTIVO: la distrazione! Mentre nel primo dei due, un comunicatore non può far altro che subirlo e in casi estremi interrompere la sua comunicazione; in quello Soggettivo, chi comunica può intervenire in maniera decisa e lo può anche sfruttare per ottenere maggiore successo! Il peggior rumore che possiamo incontrare in una comunicazione in pubblico è il brusio: un perfetto, diabolico connubio tra la oggettività del suono di sottofondo e la soggettività data dalla distrazione di chi sta parlando in sottovoce. L’arma migliore per richiamare il silenzio…è il silenzio stesso! Bastasemplicemente fermarsi nel parlare e vedrete come per magia che nella sala scenderà un silenzio assordante! RISULTATO: La comunicazione riuscirà a ripartire con maggiore attenzione di tutta la platea con la soddisfazione di chi emette e di chi riceve le informazioni. Per capire l’importanza del silenzio per richiamare l’attenzione, vi racconto cosa mi è capitato una volta all’università: immaginate una classe (soprattutto nelle “retrovie”) disattenta e che non riusciva a stare in silenzio; pur essendo composta da circa 30 persone, risultava molto difficile ai più comprendere la spiegazione della lezione. Ad un certo punto, il professore stanco del brusio di sottofondo si è fermato nel parlare per un tempo stimato di 10 secondi….vi assicuro che sembravano un ETERNITA’! In quella classe universitaria in un attimo è sceso il gelo! ….Beh, come per magia, il professore dopo averci ringraziato per il rispetto ed il silenzio che è riuscito ad ottenere, è ripartito con la sua spiegazione ed è riuscito a concludere la sua lezione con successo e senza più nessuna interruzione. Vi allego inoltre una immagine semplificativa allo scopo di rendere più facile la comprensione ed il ricordo dei due tipi di Rumore. A Cura di Massimo Pigliacampo,
Autore de “I Segreti per Parlare in Pubblico”
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venerdì 7 novembre 2008
Il potere dell'ottimismo
Dedico queste mie considerazioni a tutte le persone che desiderano vivere all’insegna dell’ottimismo (che è possibile imparare, come ci insegnano i maestri della psicologia positiva, primo fra tutti il Prof. Martin Seligman docente alla University of Pennsylvania).
L’ottimismo è un modo di vivere con una visione del mondo positiva. Gli ottimisti tendono infatti a guardare “il lato positivo delle cose” e ad assumere conseguentemente una reazione attiva e propositiva nei confronti di problemi, ostacoli, difficoltà.
Quello dell’ottimista è il classico modo di vedere il bicchiere mezzo pieno, in opposizione al pessimista che vede lo stesso bicchiere mezzo vuoto, è il modo di condurre l’esperienza di vita con la propensione nel vedere gli avvenimenti che ci accadono quotidianamente in un modo più fiducioso e costruttivo.
Parlando di ottimismo affrontiamo un argomento che mi sta molto a cuore, e del quale ho realizzato l’ebook formativo “Il potere dell’ottimismo”, che segna l’inizio di un mio percorso di crescita personale nell’ambito della formazione e del coaching, anzi, meglio: di Life Welness Coach:
Un’avventura entusiasmante, un modo di vivere ed aiutare nella crescita personale una moltitudine di persone, consentendo nel contempo il pieno raggiungimento degli obiettivi, conducendo uno stile di vita all’insegna di benessere, amore, serenità ed equilibrio.
Ottimismo e Coaching: un binomio perfetto, non solo per superare ostacoli e difficoltà, ma anche per poter raggiungere l’eccellenza in ogni ambito della nostra vita: famiglia, amore, lavoro, benessere, crescita personale, tempo libero, rapporti interpersonali
Nonostante i problemi, le difficoltà, gli impedimenti che a volte nel vivere quotidiano ci affliggono e ci rendono più dura l’esistenza stessa, vivere da ottimisti, con entusiasmo ed energia, ci aiuta veramente a perseguire gli obiettivi che più ci stanno a cuore. L’ottimista ha veramente una marcia in più che gli consente, in ogni momento, di fare la differenza.
Ho voluto portare questo mio argomento all’interno del blog per il motivo che molte persone pensano che il fatto di essere ottimisti o pessimisti rappresenti un tratto caratteriale immutabile dell’individuo. Non è così, almeno questo è il mio pensiero, sperimentato in primis su me stesso e suffragato oltremodo dal contributo offertoci da alcuni studiosi e specialisti del settore.
Proprio per questi motivi, organizzerò nel corso del 2009 Seminari full immersion ad hoc sull’Ottimismo!!
In questi ultimi anni mi sono spesso fermato un attimo a riflettere sull’argomento, e più di una volta mi sono posto alcune domande che molti di voi si saranno qualche volta già posti, come:
Perché alcune persone di fronte alle avversità della vita riescono a rialzarsi e a riprendere l’esistenza con entusiasmo, mentre altre invece, nelle identiche situazioni si bloccano e non riescono più a riprendersi ?
Per quale motivo solo una minoranza delle persone si realizzano pienamente nella vita ?
Per quale motivo non realizziamo i nostri sogni ?
Per quale motivo non siamo felici ?
E’ possibile diventare ottimisti modificando il corso dei nostri pensieri ?
Come poter fare per vivere con entusiasmo e realizzare i nostri obiettivi ?
Ho cercato di dare una risposta a questi interrogativi, ed è anche per questo motivo che vi annuncio con immenso piacere la nascita di un laboratorio di idee e di pensiero che ho chiamato appunto Accademia dell’ottimismo, con il quale cercherò di dare un tentativo di risposta alle domande sopracitate e naturalmente con il desiderio di poter dialogare con molti di voi, su argomenti finalizzati a sviluppare una maggior conoscenza ed esperienza verso tematiche legate all’ottimismo, alla motivazione, al benessere psico–fisico, all’autostima, alla comunicazione efficace, al pensiero creativo e positivo.
A tutte quelle tematiche che hanno la possibilità di farci gustare un’esistenza più serena e appagante e che ci ricordano quanto la vita sia una splendida occasione per realizzare i nostri sogni, per vivere più intensamente le nostre emozioni, per vivere con maggior gioia e serenità, nonostante tutto, questa nostra meravigliosa avventura terrena.
Quindi, per terminare queste riflessioni ti invito a: Vivere, scoprire, sognare, amare, crescere, elevarti, imparare, trasmettere, ascoltare, decidere, realizzare pienamente tutti i tuoi obiettivi.
Come anch’io cerco di fare, nonostante tutto, al fine di vivere l’esistenza quotidiana più intensamente, e con maggior consapevolezza imparando da tutte quelle situazioni che fanno della vita un variopinto e multiforme mosaico, nel quale amo giorno per giorno immergermi, vivendo quelle emozioni che rigenerano le nostre passioni e i nostri intimi sentimenti
Auguro a tutti una vita ricca di Gioia e Felicità
A cura di Giovanni Raimondi
Autore di “Il Potere dell’Ottimismo“
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giovedì 6 novembre 2008
L'Importanza della stretta di mano
Una stretta di mano efficace facilita la relazione tra venditore e cliente, aumenta il livello di fiducia reciproca, consente di gestire meglio ogni fase della trattativa di vendita. Consigli : La stretta deve veicolare un certo vigore, senza per questo “stritolare” la mano del cliente. Questo può essere interpretato come una forma di aggressività, e le barriere difensive del cliente, nel corso della trattativa di vendita, possono salire di una tacca o due. Mentre gli si stringe la mano stabilire un buon contatto oculare, accompagnato da un sorriso. Un sorriso aperto e sincero ha il potere di trasformare uno sconosciuto in un amico. A parità di condizioni, tutti noi preferiamo acquistare da un amico. In questi istanti, il linguaggio del corpo del venditore? La postura deve essere eretta, e il venditore stia a circa un passo dal cliente mentre gli porge la mano. L’altra mano va tenuta fuori dalla tasca, e lo sguardo deve essere puntato sul buyer, completamente. Aspettare di avere la sua piena attenzione, prima di tendere il braccio. Anche in questo caso la stretta deve essere decisa, sincera, con un buon contatto oculare. La stretta di mano si rivela come un importante biglietto da visita, che è in grado di condizionare in maniera importante l’esito di un incontro di vendita. A Cura di Cesare D’Ambrosio,
La stretta di mano è il gesto che più di ogni altro, accompagna la vendita. E’ l’ingrediente essenziale. Una stretta di mano può convogliare fiducia, onestà, oppure timore, debolezza, disinteresse.
In ogni modo, invia un segnale, sottile ma inequivocabile, segnale che è captato dal cliente.
La stretta di mano deve avere una certa consistenza e decisione. Potrà sembrare una raccomandazione ovvia, ma è incredibile quanti venditori porgano una mano debole, superficiale, senza anima. Ciò “spegne” una enorme quantità di clienti, fin dalla primissima fase della trattativa di vendita.
Consiglio :
Se il venditore stesso è entusiasta, motivato, deciso, convinto della bontà del proprio prodotto, certo delle proprie abilità e fermamente intenzionato a chiudere positivamente la trattativa, tutto ciò inevitabilmente viene veicolato durante la stretta di mano. Insicurezza, timori, titubanze, scarsa motivazione, trovano parimenti un veicolo di trasmissione efficace nella stretta di mano, che in questo caso renderà la trattativa di vendita molto più difficoltosa.
Autore di “Tecniche di Vendita”
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martedì 4 novembre 2008
La forza delle passioni appassionanti
La passione è un indicatore molto forte ed importante del comportamento umano.
Essa ha una vibrazione energetica molto alta ed è capace di mettere in moto emozioni intense ed azioni che “lasciano il segno” (pensate alle persone o voi stessi che diventate improvvisamente capaci di superare ostacoli mentali o pratici giudicati insormontabili, spinti proprio dal seguire una vostra passione, es. un hobby o un’attività in cui credete intensamente e per la quale volete puntare al successo).
A causa di questa connotazione esiste un (ingenuo?) timore nei confronti della persona appassionata perché può diventare difficilmente controllabile. Si tratta di un condizionamento sociale che induce alla moderazione delle passioni e delle emozioni “adrenaliniche” e questo può limitare la libera espressione di una persona.La passione a volte è guardata con diffidenza… perché è “indisciplinata”.
Quando si vive un evento con passione la mente può andare in corto circuito, è vero. Questo, però, non vuol dire “perdere il senno della ragione”, ma semplicemente permettere l’espressione di capacità e facoltà che sono maggiormente collegate con le funzioni del nostro emisfero destro (preposto alle funzioni analogiche, creative, intuitive).
In realtà, la vera passione combina insieme intelletto e sentimento, ragione ed intuizione. Ad esempio, in un momento di intensa creatività è necessario l’intervento della razionalità perché questo turbine interiore possa uscire dal mondo immaginativo per esprimersi in un linguaggio comprensibile. In genere, la creatività è frutto di una passione ed ha bisogno di questa forza per esprimersi.In tal senso, la passione esprime l’energia della forza vitale che è in commensurata.
Quando ci appassioniamo a qualcosa riusciamo ad essere interamente centrati nella nostra forza vitale.Forse vi starete chiedendo come si fa a provare passioni intense.
Il primo passo è imparare ad usare in maniera intensa tutti i 5 sensi (gusto, odorato, udito, tatto, vista).
Il secondo passo è focalizzare l’attenzione su qualcosa che vi piace e sperimentarla fino in fondo.
Il terzo passo è riconoscere ed amplificare ciò che vi diverte.
Il quarto passo individuare chiaramente i vostri desideri.
E, a seguire, si possono apprendere e sperimentare altre modalità fino a far proprio l’effetto del vivere con passione: uno stato di benessere psico-fisico che è anche un ottimo “vaccino” naturale contro le influenze da stress!
Quando nei miei seminari enuncio i segreti per vivere “SessualMente e nella passione ogni momento della propria vita” capita che il linguaggio non verbale del corpo dei partecipanti esprima sgomento, divertimento, disagio o altro. (Per chiunque volesse approfondire l’argomento i miei prossimi seminari si terranno a Roma il 13 Dicembre e dal 17 al 20 Gennaio prossimo su una nave da crociera che farà la traversata Civitavecchia-Barcellona.)
Queste ed altre emozioni iniziali sono il motore principale per potersi salutare alla fine in maniera appassionata: ossia non solo con la mente ma anche con il coinvolgimento di cuore e corpo (es. una stretta di mano che esprime calore, o un abbraccio intenso, o un contatto con gli occhi che parla da solo della propria “presenza”, ecc. ).
Vivere SessualMente vuol dire non dimenticare, quando ci si relaziona con se stessi o con altre persone, che ciò che siamo, sentiamo e come agiamo ha sempre una connotazione sessuale, qualunque essa sia. Esserne consapevoli vuol dire appassionarsi a chi si è e a come si è. Se riconoscete qualcosa di voi che non vi piace diventa anche appassionante cambiarla!
A Cura di Maria Rosa Greco,
Autrice di “SessualMente“
Pubblicato da webmaster alle martedì, novembre 04, 2008 0 commenti
lunedì 3 novembre 2008
Come far crescere l’Autostima con le leve dell’entusiasmo e della passione
Insomma, l’Autostima è formata principalmente da come Ti percepisci, ma anche dalle convinzioni e dalle credenze che Ti sei creato durante tutto l’arco della Tua vita, in seguito alle esperienze che hai vissuto direttamente e, soprattutto, all’interpretazione che hai dato alle stesse. Purtroppo, concorrono a creare o distruggere la Tua Autostima anche i giudizi delle persone che hai intorno: a casa, a scuola, nel lavoro, gli amici, gli amori, ecc. Considero talmente importante avere una buona Autostima che nel mio ebook motivazionale Penso Positivo ho dedicato all’argomento un capitolo intero, con moltissimi esempi, strumenti ed esercizi pratici. Una buona Autostima aiuta a superare i problemi Chi ha una buona Autostima, supera più facilmente i problemi che incontra sul suo cammino semplicemente perché è portato a vedere le cose in maniera positiva, ha fiducia nelle sue capacità, pensa e si focalizza sulla soluzione di un problema, anziché farsi “cavalcare” dallo stesso. Aumenta la Tua autostima con le leve dell’entusiasmo e della passione Tra le altre cose, passione ed entusiasmo sono contagiosi, si propagano come una vera epidemia. Un’epidemia assolutamente positiva, che farei scoppiare molto volentieri nel mondo. Mettili in ogni cosa che fai e vedrai che accadranno due piccoli miracoli: Come hanno fatto con me, l’entusiasmo e la passione aiuteranno anche Te a vincere e superare le molte prove della vita. Ti permetteranno di ottenere un maggior successo nel lavoro, nel sociale e nei rapporti umani. Se poi sai usare bene le due leve, anche di aumentare il Tuo reddito. Ma soprattutto – la cosa più importante - se agisci con passione ed entusiasmo in ogni cosa che fai, in ogni iniziativa che intraprendi, in ogni momento della giornata, anche la Tua Autostima aumenterà. E’ impossibile, infatti, essere entusiasta della vita e mettere passione in quello che fai senza una sana Autostima, e viceversa. L’entusiasmo e la passione, creano con l’Autostima un circolo virtuoso, che permette ai tre soggetti di autoalimentarsi a vicenda. Più sei entusiasta e passionale della vita, più la Tua Autostima aumenta e si rafforza. Più la Tua Autostima aumenta, più metti passione ed entusiasmo nelle cose che fai. Sforzati di usare le leve dell’entusiasmo e della passione, sempre, e nel giro di poco tempo la Tua Autostima crescerà, raggiungendo risultati sorprendenti. Banali come suggerimenti? Lo ammetto. Ma Ti faccio una domanda: che cosa preferisci, suggerimenti fantasmagorici e con effetti speciali che però non funzionano? Oppure suggerimenti banali, semplici, alla portata di tutti e che funzionano? Io non ho dubbi. Anzi, già che ci sono, Ti “regalo” altri banali consigli per accrescere la Tua Autostima: Se Vuoi che il mondo intorno a Te cambi, non lamentarti, ma agisci. Giorno dopo giorno, goccia di Autostima dopo goccia, provaci e riprovaci ed ancora provaci. Impara a fare quello che più Ti piace nella vita, altrimenti Ti ritroverai frustrato ed arrabbiato con tutto il mondo che Ti circonda. Termino con una bellissima frase di W. Clement Stone: “Per quanto tempo dedichiate a raggiungere i vostri obiettivi, se non ci metterete tutto il vostro entusiasmo, non saranno mai altro che speranze”. L’entusiasmo e la passione, le leve che fanno girare il mondo, ed anche accrescere la Tua Autostima. Lasciami un commento al post e fammi conoscere come fai ad alimentare la Tua Autostima. A cura di Giancarlo Fornei Autore di “Penso Positivo”
Avere una buona Autostima è fondamentale nella vita. L’Autostima è l’insieme delle percezioni che hai di Te stesso: come Ti vedi (bello o brutto), come Ti senti (importante o una nullità), come Ti ascolti (il famoso dialogo interno, le cose che Ti dici).
Solitamente, chi ha un’Autostima molto alta tende ad eccellere nella vita, è consapevole delle sue capacità, pensa sicuramente in positivo e non ha paura di sbagliare e, soprattutto, crede in se stesso ed in quello che fa.
Nella mia vita ho scoperto che l’entusiasmo e la passione sono stati determinanti per creare ed accrescere l’Autostima. La mia e quella di molte altre persone che ho conosciuto.
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone ha raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Pubblicato da webmaster alle lunedì, novembre 03, 2008 0 commenti
giovedì 30 ottobre 2008
La giusta codifica nella comunicazione
Per chi non conosce gli elementi comunicativi, possiamo affermare che la codifica è il processo compiuto dall’emittente di una comunicazione, in modo da rendere il messaggio comprensibile al ricevente. L’EMITTENTE (emocotion cuoco) codifica il suo messaggio in lingua Italiana (ciao); questo, durante il cammino verso il ricevente trova una barriera prima del suo arrivo: (conosce la lingua italiana?) Questa barriera è detta decodifica, ovvero il lavoro di traduzione e comprensione che il ricevente deve fare per poter comprendere il messaggio. In caso di risposta negativa alla domanda (il ricevente è di nazionalità francese), la comunicazione si BLOCCA. In caso di risposta affermativa. La comunicazione continua attraverso la RISPOSTA CODIFICATA in lingua Italiana. Attraverso il ragionamento su questi elementi base, è possibile capire come la CODIFICA è di fondamentale importanza non solo per chi deve parlare in pubblico, ma anche chi ha a che fare CON il pubblico. Un esempio su tutti riguardo all’importanza di una giusta codifica ce lo può offrire la categoria medica: A volte capita di sentire dottori che utilizzano termini prettamente tecnici e scientifici mentre parlano a pazienti che non possono sapere il significato vero di certe parole. Secondo voi, un paziente di 90 anni con licenza elementare sarà più tranquillo quando un medico o un infermiere gli comunicheranno che èAPIRETICO, oppure quando gli diranno che non ha la febbre? Anche se è stato comunicato lo stesso tipo di informazione, state pur certi che nel primo caso difficilmente otterremo come risposta soddisfazione o felicità. Il consiglio spassionato che mi sento di dare a chiunque ha a che fare con un pubblico è quello di codificare sempre i propri messaggi in base alle capacità tecniche/intellettive di chi riceve: chi ci guadagna è la comunicazione e la nostra professionalità. A Cura di Massimo Pigliacampo, Tags: ebook, parlare in pubblico
Tutti gli elementi della comunicazione hanno pari importanza perché naturalmente al mancare di uno essa non può avvenire.
In questo mio articolo, vorrei soffermarmi sull’immenso valore aggiuntivo che ci può essere dato da una corretta CODIFICA.
Per essere più chiaro ho preparato questa immagine:
Autore de “I Segreti per Parlare in Pubblico”
Pubblicato da webmaster alle giovedì, ottobre 30, 2008 0 commenti

