giovedì 25 settembre 2008

Riparte Caro teatro 2008

Si aprirà domenica 28 settembre l’undicesima edizione diCaro teatro, la rassegna nazionale promossa dall’associazione culturale “Piccola ribalta” di Civitanova con il patrocinio del Comune. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa, venerdì mattina, a palazzo Sforza, dal vicesindaco Erminio Marinelli e dai fondatori dell’associazione, Antonio Sterpi e Luigi Ciucci.
Anche quest’anno, il cartellone propone cinque spettacoli pomeridiani (ore 17,30) al teatro “Annibal Caro” di Civitanova Alta. L’esordio è affidato all’associazione culturale “Stella” di Porto Potenza Picena, che metterà in scena “Ailoviù” di autori vari, regia di Maurizio Purifico. Seguiranno “Il diavolo con le zinne” di Dario Fo, a cura della compagnia “Il teatro dei Picari” di Macerata, regia di Francesco Facciolli (5 ottobre); “L’importanza di Chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde, della Compagnia teatrale “Al Castello di Foligno”, regia di Claudio Pesaresi (12 ottobre); “California Suite” di Neil Simon, associazione culturale “Teatrarte” di Macerata, regia di Eleonora Sbrascini (19 ottobre); infine, “Amar(l)amente Cantare e decantare” che sarà messo in scena domenica 26 ottobre dalla “Piccola ribalta” con la regia di Antonio Sterpi.
Per informazioni e prenotazioni: associazione “Piccola ribalta” (tel. 339-7911162) – 

mercoledì 24 settembre 2008

Riparte il corso di comunicazione

Gentili utenti, 

Finite le vacanze si riparte con la formazione! Il blog si è fermato solamente per il mese di Agosto, però come potrete notare gli aggiornamenti sono ripartiti subito puntuali e precisi.
Dopo l'incontro avuto il 20 Settembre con il Club Autori Italiani, sono nate moltissime novità che pian piano verranno svelate sia ai miei corsi, che in linea.

Voglio ricordare ai visitatori del sito che LUNEDI' 6 OTTOBRE a Macerata ripartono le nuove lezioni. 
Per info ed iscrizioni contattare il link qui al lato del post.

domenica 21 settembre 2008

Quei 15-20 minuti che precedono una conferenza.

Ore 15.00 del 20.09.2008. In questo istante sta iniziando la Conferenza di Giacomo Bruno durante l’attesissimo Evento del Club Autori Italiani.

Per questo vi parlo dei 15-20 minuti che precedono una conferenza. Senza soffermarmi sul discorso dell’importanza della regia, della bravura degli attori e della fortuna di ogni spettacolo, forse non tutti sanno che il segreto perchè esso sia tecnicamente perfetto, sta tutto nella mezz’ora che precede l’ingresso in scena degli attori.

In quegli istanti così intimi, ogni artista si prepara sia fisicamente che psicologicamente alla “entrata in scena”. Sono minuti in cui bisogna rilassarsi, scaldare la voce attraverso opportuni esercizi,e concentrare la mente non sulle parole del copione, ma sull’atmosfera e sulla magia che da lì in pochi minuti ognuno andrà a creare.

Proprio come per gli attori, anche a chi deve parlare ad una assemblea, consiglio sempre di dedicare 15-20 minuti prima dell’inizio del proprio intervento alla concentrazione e al rilassamento.
Cercate uno spazio o una stanza che sia isolata, priva di rumori che provengano dall’esterno. Passeggiate con molta calma, fate una respirazione diaframmatica senza avere fretta di espellere l’aria dai polmoni. Lasciate libera la vostra mente per un attimo, non pensate nè alle parole, nè agli argomenti che da lì a poco dovrete affrontare.

Sempre rimanendo in piedi e respirando, pensate a paesaggi o a bei ricordi…. rilassatevi!

Un bravo oratore, ha già fatto molte prove davanti allo specchio parlando a voce alta  alcuni giorni prima del suo intervento; proprio per questo motivo, nei minuti che precedono una conferenza, un oratore lascia che la propria mente si ricarichi e si prepari a dare il massimo con il minimo sforzo; lascia che le proprie corde vocali si rilassino e si riscaldino prima di dover affrontare la platea. (avete mai visto un finalista di 100 metri che non si riscalda prima della gara?)
I minuti che precedono una conferenza, proprio come quelli che precedono l’ingresso in scena degli attori sono FONDAMENTALI per la buona riuscita di un intervento che sia Interessante, esplicativo e sopratutto non noioso.
Cordiali saluti…
A Cura di Massimo Pigliacampo,
Autore de “I Segreti per Parlare in Pubblico”

giovedì 18 settembre 2008

Rilassamento dentro e fuori

Oggi voglio parlarti di un “concetto potente” nel campo degli stati modificati di coscienza. Quando leggi Rilassamento Dinamico scopri immediatamente che il termine “rilassamento” (in PNL “nominalizzazione) è, per me, sinonimo di “gestione degli stati modificati di coscienza”.

Spesso si sente parlare di “rilassamento” come di un monoideismo(termine coniato da Braid), cioè per
rilassarti e modificare il tuo stato di coscienza è necessario portare l’attenzione verso una singola
idea… appunto mono-ideismo…

Questa scoperta portò gli studiosi di ipnosi di inizio‘900 a sperimentare le cose più bizzarre: pendoli,
sfere di cristallo e via dicendo…brrrrr;-)

La cosa più interessante è notare come questa stessa conoscenza fosse già nelle mani degli antichi i quali
farcivano i loro riti di: ritmi ipnotici, mandala e riti (appunto ripetitivi) che portassero l’attenzione
dall’
esterno verso l’interno.

Ancora oggi, per molte persone, questo sembra essere l’unico modo per poter entrare in una “trance produttiva” spostando la propria attenzione dal mondo esterno verso il proprio mondo interno…

Tuttavia non tutti sanno che è possibile, e a volte anche più utile, entrare in un profondo “stato alterato” facendo esattamente il contrario…cioè portando TUTTA la propria attenzione verso l’esterno:-O

E’ chiaro che, interno ed esterno sono due estremi di un continuum e che, nella realtà non è MAI possibile essere solo “dentro o fuori”… infatti mentre dormi (quando sei profondamente dentro) e qualcuno fa un forte rumore in breve tempo torni…”fuori”… è un naturale meccanismo di allarme. Questo accade anche al contrario…

Di questo genere di Trance ne hanno lungamente parlato gli Hawaiani nella loro “religione” lo Huna (Hakalau), Richard Bandler nel suo splendido video “Trance In&Out”, Milton Erickson nelle sue distorsioni temporali e molti altri…

Ma che cosa è possibile fare con questo metodo? Cioè entrando in uno stato modificato di coscienza “passando” dall’interno verso l’esterno?

Ecco alcune applicazioni interessanti:

  • Aumento del focus attentivo
  • Distorsione temporale (è letteralmente possibile modificare la percezione del tempo)
  • Rilassarsi velocemente e ovunque ad “occhi aperti”
  • Aumentare le abilità di Calibrazione e quindi la tua
  • efficacia nella comunicazione.
  • Ecc…ecc…

Come per tutti gli stati modificati di coscienza, anche questo particolarità del “dentro e fuori” è un fenomeno naturale. Per poterla utilizzare devi solo scoprire “come riconoscerla”…

All’interno di Rilassamento Dinamico ho dedicato un’intera sezione agli esercizi specifici, per sviluppare questa abilità e poterla sfruttare a proprio vantaggio.

Quando diventi abile nel: riconoscere, generare e utilizzare il passaggio da “dentro a fuori” ti sembrerà di essere “Alice nel Paese delle Meraviglie” o “Neo in Matrix”…

Allora “vuoi scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio”;-)

A presto…
A Cura di Gennaro Romagnoli
Autore di 
“Rilassamento Dinamico”

martedì 16 settembre 2008

I “punti” che un Venditore deve sempre verificare prima di incontrare un cliente.

Settembre 16th, 2008

1. Conoscere i bisogni e i desideri dei tuoi potenziali clienti?

Il marketing si basa sull’idea che gli individui percepiscano stati di privazione, una condizione nota col nome di “bisogno“.

Maslow (psicologo statunitense, fondatore della Psicologia Umanistica) ha classificato i bisogni in base alla priorita’ che l’essere umano da’ alla loro soddisfazione. Alla base della piramide stanno i bisogni primordiali dell’uomo (fame, sete, freddo,…) e man mano che si sale di livello si incontrano quei bisogni che coinvolgono in modo progressivo la mente.

In dettaglio:

Bisogni Fisiologici: fame, sete, sonno, vestirsi e ripararsi dal freddo.
Sono bisogni principalmente legati alla sopravvivenza.

Bisogni di Sicurezza: abitazione, protezione fisica, difesa personale.
Sono quei bisogni che garantiscono all’individuo protezione e tranquillita’.

Bisogni di Appartenenza: amore, amicizia, compagnia, convivenza.
Alla base vi e’ la necessita’ di sentirsi parte di un gruppo, di una comunita’, di essere amati e di amare, di cooperare e interagire con gli altri.

Bisogni di Stima: rispetto, considerazione, ammirazione.
Riguardano il desiderio di essere rispettati, accettati, apprezzati e di sentirsi utili e competenti.

Bisogni di Autorealizzazione: crescita, successo, distinzione, leadership.

In cima alla piramide di Maslow stanno quei bisogni volti a realizzare la propria identita’ e le proprie aspettative.
I bisogni non sono un’invenzione del marketing ma una condizione umana.Plasmati dalla cultura e dalla personalità della persona, i bisogni si trasformano in desideri.

I desideri dipendono dalla società in cui viviamo e riguardano ciò che è in grado di soddisfare un bisogno.I desideri possono in certe condizioni (potere d’acquisto, motivazione, etc.) dare origine a comportamenti come l’acquisto, la donazione, il click…o semplicemente un sorriso.

2. Smettila di vendere prodotti

Alcuni ritengono che la principale motivazione di acquisto sia legata alla bontà dei propri prodotti o dei propri servizi. Se così fosse tutte le imprese avrebbero successo e non esisterebbero i clienti infedeli e insoddisfatti.Questo comportamento miope porta le aziende a concentrarsi sui prodotti o sui desideri dei clienti, perdendo di vista i bisogni che li hanno generati.

Questo e’ un approccio dannoso, perche’ trascura un aspetto fondamentale, ossia il prodotto non è altro che uno dei tanti modi per la risoluzione di un problema.Il vero motivo per cui le persone acquistano un prodotto è per i benefici, per i vantaggi, per le esperienze che questi offrono. Il venditore di successo deve quindi concentrarsi sulle percezioni del cliente e NON sul prodotto.

3. Prima di incontrare il cliente

controllare sempre se…-

  1. hai preparato attentamente la visita
  2. hai ottenuto tutte le informazioni possibili
  3. sai chi decide l’acquisto
  4. hai fissato l’appuntamento
  5. hai ben chiaro qual e’ il tuo obiettivo
  6. hai definito la capacita’ di spesa del cliente
  7. ha redatto la scheda-cliente.

A cura di Cesare D’Ambrosio
Autore di “Tecniche di Vendita”

lunedì 15 settembre 2008

Metti sempre per iscritto i Tuoi Obiettivi Principali

Oggi voglio regalare agli autori della Bruno Editore, nonché a tutte le amiche ed amici che visitano il blog, uno degli esercizi che solitamente faccio per definire e raggiungere un obiettivo.

Lo uso ormai dal 1999, applicandolo ogni giorno, e posso garantire che se fatto bene, aiuta a definire e raggiungere qualsiasi tipo di obiettivo. Naturalmente, deve essere credibile ed in linea con i Tuoi valori.

Esempio di obiettivo poco credibile: se guadagni 3 mila euro al mese, evita di pensare che usando questo metodo potrai annoverare tra i Tuoi obiettivi l’acquisto della Ferrari alla fine dell’anno. Prima dovrai creare i presupposti per l’acquisto guadagnando di più (molto di più), magari scrivendo nuovi ebook.

Esempio di obiettivo che cozza contro dei valori interni: se Ti hanno sempre insegnato che per guadagnare soldi devi sudare, lavorare molto e fare affidamento solo su Te stesso e Ti offrissero la possibilità di guadagnare molti soldi lavorando poco e in pochissimo tempo con il multi level marketing, sono convinto che se Tu accettassi e Ti ponessi quest’obiettivo, finiresti inconsciamente col sabotare Te stesso.

Perché metodi e dinamiche del multi level marketing (guadagnare soldi facendo leva sulle conoscenze e sul lavoro degli altri), sarebbero in contrasto con i Tuoi valori (guadagnare soldi lavorando molto ed in prima persona)In quel caso, molto meglio lavorare prima sui valori per modificarli o adattarli al nuovo obiettivo, oppure, definirne uno diverso, che rispetti i Tuoi valori attuali.

Tutto chiaro? Ok, adesso voglio che Tu prenda carta e penna e Ti prepari a fare il più banale ed utile esercizio della Tua vita. Il più banale perché non Ti sembrerà un granché, il più utile perché se lo farai tutti i giorni, per almeno i prossimi 30 (il tempo minimo in cui si crea una nuova abitudine è 21 giorni), creerà dentro di Te una nuova e potente abitudine, che nel tempo si dimostrerà vincente.

Presi carta e penna? Bene, ora concentrati su di un solo obiettivo. Sono convinto che ne avresti molti di più, anche se Tu devi concentrarti e focalizzare tutta la Tua energia solo ed unicamente sull’obiettivo più importante che Vuoi raggiungere da qui alla fine dell’anno.

Facciamo un esempio: se desideri laurearti ma per poterlo fare Ti ci vogliono almeno altri due anni, accantona per il momento quell’obiettivo. Voglio che cerchi meglio, e Ti focalizzi solo su qualcosa che puoi ottenere nel prossimo quadrimestre. Cosa desideri, in maniera credibile, raggiungere e/o realizzare nei prossimi 4 mesi?

Segui questa scaletta:

  • Definisci per iscritto il Tuo obiettivo (dettaglialo più che puoi, più sei preciso e specifico meglio è);
  • Fallo usando la prima persona ed il presente indicativo (per esempio: in questo quadrimestre cerco e seleziono almeno 50 nuovi potenziali clienti, ne acquisisco almeno 5 e fatturo 10 mila euro in più a fine anno per ognuno di loro; in questi quattro mesi mi aggiorno molto, leggo almeno 100 libri e partecipo a 5 nuovi corsi/seminari specifici e divento il consulente più ricercato nella mia regione nel direct marketing; nei prossimi quattro mesi studio 15 testi sulla psicologia cognitiva comportamentale, m’iscrivo all’esame e lo supero con 30 e lode; per i prossimi quattro mesi, faccio ogni giorno 30 minuti di corsa e 30 minuti di ginnastica e dimagrisco di 250 grammi ogni settimana; ecc.);
  • Adesso scrivi di Tuo pugno l’obiettivo tutti i giorni, per almeno i prossimi 30 giorni (ogni giorno riscrivi da capo il Tuo obiettivo su di un quaderno e per non sbagliarti, riporta accanto sempre la data);
  • Ogni giorno fai una piccola azione in direzione del Tuo obiettivo(qualsiasi azione va bene, anche piccola o piccolissima, l’importante è che Tu impari ad agire).

Analizza con me il processo che andrai a compiere:

  • per prima cosa devi focalizzarti sull’obiettivo e metterlo per iscritto;
  • nota che devi sempre compiere un azione per raggiungere il Tuo obiettivo. Tale azione è in forma presente ed indica un risultato acquisito;
  • poi devi scrivere l’obiettivo di Tuo pugno per almeno 30 giorni di seguito;
  • tutto questo farà in modo che la Tua mente sia focalizzata al massimo sull’obiettivo che hai scelto;
  • lo scrivere ripetutamente l’obiettivo, farà in modo che anche il Tuo inconscio acquisisca, giorno dopo giorno, la consapevolezza che intendi seriamente raggiungerlo;
  • infine, fare anche delle piccole azioni quotidiane, oltre ad avvicinarti giorno dopo giorno al Tuo obiettivo, Ti aiuta a creare una nuova abitudine dentro di Te, volta all’azione. E’ l’abitudine più importante che Tu possa acquisire: AGIRE.

Ripeto: questo è uno dei più banali ed utili esercizi per imparare a raggiungere un obiettivo.

Naturalmente, il processo completo per definire, focalizzare e raggiungere un qualsiasi obiettivo è un po’ più lungo e impegnativo, e prevede anche l’uso di altre azioni. Anche se questo è già un fantastico modo per cominciare a portare “risultati utili” nella Tua vita.

Metti subito in pratica l’esercizio e fammi sapere come procede il raggiungimento del Tuo obiettivo. Lasciami un commento al post, sono curioso di sapere come fai Tu per raggiungere gli obiettivi.

A Cura di Giancarlo Fornei
Formatore Motivazionale & Mental Coach
“Che aiuta le persone a raggiungere un obiettivo in 5 passi”
Autore di “Penso Positivo”


mercoledì 10 settembre 2008

Il venditore: una figura leader!

Un venditore e’ prima di tutto un leader. E’ una persona che ha ben chiari quali sono i suoi obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine. Quali sono le caratteristiche di un venditore/leader?

1. Ispira fiducia negli altri (clienti, colleghi, collaboratori…)

Per ispirare fiducia bisogna prima di tutto credere in stessi, in ciò che si dice.
E’ importante dimostrare 
di essere affidabili, anticipare il successo, cercare le sfide e fissare obiettivi.

Ma per fare tutto questo bisogna allontanare la paura, liberando la mente da pensieri foschi, timori e dubbi. E poi bisogna sempre pensarePOSITIVO e dimostrare ENTUSIASMO, soprattutto quando le circostanze

suggeriscono il contrario.

Ricorda che se pensi POSITIVO e dimostri ENTUSIASMO, chi ti ascolta lo percepisce e crede in ciò che dici, conquistando cosìsempre di più la sua fiducia.

2. Dà l’esempio

Il venditore di successo prima di essere un leader è un MOTIVATORE e un COMUNICATORE e trasmette nella forzadelle parole tutta la passione che accompagna le sue azioni.

E’ uno che crede fermamente in ciò che compie. Il venditore/leader si mette in discussione, capisce il cambiamento, sviluppa la conoscenza e l’empatia per comprendere le esigenze, i problemi, le aspirazioni.

E’ una persona che con il suo comportamento dà l’esempio.

E’ colui che induce gli altri all’azione e insegna perchè è giusto compierla.

Per essere in grado di guidare se stessi e gli altri bisogna prima di tutto aver raggiunto il proprio equilibrio interiore ed essere consapevoli di essere gli unici artefici dei propri risultati sia positivi sia negativi.

Un leader sa controllare le proprie emozioni e capisce al volo quelle degli altri. Questo gli permette di dominare tutte le situazioni soprattutto quelle in cui “le tensioni sono molto forti”.

3. Gestisce una squadra

Come insegnano in tutti i corsi di psicologia per la gestione di gruppi di persone, il compito principale di un leader è di tipo emozionale, ossia deve innescare sentimenti positivi nei suoi collaboratori, deve far capire loro che sono tutti fondamentali per il raggiungimento dell’obiettivo. In tal modo ogni elemento della squadra si sentiràimportante e darà il massimo di .

Per essere un buon leader di una squadra bisogna essere umili, condividere il sapere, essere responsabili, essere giusti nel giudizio, far capire ai propri collaboratori che si crede in loro e nelle loropotenzialità, spingendoli così alla crescita professionale.

Ricorda anche che un leader non vince sempre! A volte perde ed è giusto così perchè le sconfitte sono necessarie, arricchiscono e aiutano a capire come migliorarsi.

A Cura di Cesare D’Ambrosio 
Autore di “Tecniche di Vendita”

lunedì 8 settembre 2008

ESERCIZIO

Leggete a voce alta rispettando le pause e le punteggiature il prossimo brano.....e visto che ci siete pensate pure a queste bellissime parole :-)


DESIDERATA
Procedi serenamente tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio. Per quanto puoi, senza arrenderti, mantieniti in buoni rapporti con tutti. Esponi la tua opinione con calma e chiarezza e ascolta gli altri, anche se noiosi e incolti, hanno una loro storia da raccontare. Evita le persone prepotenti e aggressive, costituiscono un tormento per lo spirito. Se insisti nel confrontarti con gli altri puoi diventare vanitoso e aspro, perché sempre ci saranno persone migliori e peggiori di te.
Godi dei tuoi successi e anche dei tuoi progetti.
Mantieni interesse per la tua professione, per quanto umile essa sia, costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo. Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di inganni. Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'è di buono, molti sono coloro che lottano per alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
Sii te stesso. Soprattutto non fingere di amare.
Non ostentare cinismo verso l'amore perché, pur di fronte a qualsiasi delusione e aridità, esso resta perenne come il sempreverde. Accetta di buon grado la saggezza dell'età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Non angosciarti con fantasie; molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso.
Tu sei figlio dell'universo non meno degli alberi e delle stelle e hai pieno diritto di esistere.
 E, convinto o non convinto che tu sia, non v'è dubbio che l'universo si sta evolvendo a dovere. Perciò sta in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui e quali siano i tuoi affanni e le tue disperazioni.
Nella chiassosa confusione dell'esistenza mantieniti in pace con il tuo spirito.
Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti, questo è pur sempre un mondo meraviglioso.
Sii prudente. Fa di tutto per essere felice.

giovedì 4 settembre 2008

La “magia del silenzio”!

Può sembrare un controsenso ma nella comunicazione ..il silenzio è importante. Ho sempre sostenuto che chi sa ascoltare ed interpretare il silenzio è una persona “rara”. Il silenzio ci aiuta a scoprire chi siamo ed a star bene con noi stessi.

“Tuffarsi” nel fragore del silenzio significa imparare a rilassarsi, a conoscersi, ad incontrare noi stessi, ad entrare in contatto con la nostra vera essenza.

Nella vita di tutti i giorni, siamo sempre più impegnati a “farci sentire” ma pochi sono quelli che ascoltano, che hanno la pazienza e l’educazione per poterlo fare. Ogni uomo si racconta le sue storie. Se le racconta per narcisismo, per egoismo, perché ne ha bisogno, o semplicemente per liberare “l’ingombro di se stesso”.

Nei miei seminari sono sovente sottolineare una frase di Hesse che ha detto che le parole sono una maschera perché raramente esprimono il loro vero significato ma tendono a velarlo. Molti, forse in troppi credono che comunicare sia parlare bene ma Comunicare e’ essenzialmente saper ascoltare, per poter dire la cosa giusta al momento giusto.

Nell’ Ebook Persuasione Strategica sottolineo più volte l’importanza dell’ascolto attivo per poi avere più strumenti persuasivi. Non a caso i più grandi Comunicatori del mondo fanno dell’ascolto, la loro arma vincente! Impara ad ascoltare perché se e non sai ascoltare non sarai mai ascoltato. Hai mai fatto caso al fatto che le persone che sanno ascoltarti ti ispirano fiducia e simpatia? Ti sei mai chiesto come mai? Il “ regalo” di un uomo che ti ascolta ha un valore solo quando nessuno ti ascolta più!

Imparare ad ascoltarsi significa imparare a volersi bene.
E’ soltanto parlando con noi stessi che possiamo davvero confessare le nostre paure più grandi, le perplessità, i timori, ma anche le gioie, le speranze.. i sogni. Ascoltandoci impariamo a raccontare a noi stessi ciò che vogliamo.. nel silenzio che addormenta angosce e paure.

E’ strano come saper parlare con serenità a noi stessi possa trasmetterci un senso di protezione, di amicizia, di complicità. Sono queste sensazioni che l’uomo cerca nei suoi simili per tutta la vita, perché fanno parte dei bisogni di ognuno. Erroneamente però li cerca, senza mai guardarsi dentro, senza essere attento, senza andare oltre per cogliere la vera essenza delle cose.

Sembra non rendersi conto che non solo i suoi simili, ma tutto ciò che è “vitale” può darci ciò che cerchiamo, ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Naturalmente per comprendere tutto ciò bisogna essere delle persone molto profonde, delle persone speciali, proprio come quelle che sanno ascoltare la “voce del silenzio”, tanto per intenderci.

E’ necessario possedere una forte intensità, che sono sicuro essere propria in ognuno di noi. Ma quanti purtroppo sono disposti ad esternarla, già..  ma quanti?
E tu.. che ne pensi?

A cura di Gianpaolo Pavone 
(Formatore – Life Coach)
Autore di “Persuasione Strategica”

martedì 2 settembre 2008

lunedì 1 settembre 2008

Fatti non foste a viver come bruti , ma per seguir virtute e canoscenza . ( Dante , Inferno XXVI )

4° EDIZIONE CORSO DI COMUNICAZIONE ORALE

" CHI PARLA BENE DIVENTA LEADER"

Macerata 6 OTTOBRE 2008.

Per info contattare tramite "kontact" a lato.

Gestire il respiro per gestire la mente

Per essere in grado di gestire al meglio le emozioni, e quindi essere in grado di comunicare efficacemente, bisogna avere controllo del proprio corpo. Proprio per questo per prima cosa bisogna imparare a respirare!
Uno potrebbe chiedersi, ma se sono arrivato alla mia “veneranda età” sicuramente è perchè SO GIA’ RESPIRARE….e anche questo è vero! però bisogna sapere che ci sono due tipi di respirazione, quella diaframmatica (bassa) e quella costale (alta).Per ricercare la massima concentrazione, calma, percezione di sè e di conseguenza avere una corretta gestione delle emozioni, bisogna allenarsi e rilassarsi attraverso appropriati esercizi eseguiti attraverso la respirazione ottimale, ovvero “diaframmatici”..Il momento ideale per fare questi esercizi è quando si ha la possibilità di restare soli e magari avere il sottofondo di una musica rilassante.Prima di affrontare esami, colloqui di lavoro, conferenze in pubblico, bisogna ricercare la carica e la concentrazione dentro di noi, proprio per questo bisogna gestire al meglio le proprie emozioni. Dobbiamo racchiuderle in un “contenitore emozionale” ed essere pronti a liberarle al momento giusto: All’inizio di un colloquio importante.
I PRO DELLA RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA
Maggiore ossigenazione di tutti i tessuti corporei (specialmente quelli addominali)
Diminuzione della Frequenza cardiaca
Più lento e controllato è il respiro, maggiore è il controllo della mente
Dilatazione di tutti i vasi con conseguente efficace smaltimento delle tossine
Migliore apporto energetico alle cellule
I CONTRO DELLA RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA
Si può raggiungere un totale senso di tranquillità e benessere che ci si può addirittura addormentare
A Cura di Massimo Pigliacampo,