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ARENA GIGLI - Porto Recanati

L’Arena Beniamino Gigli, costruita a Porto Recanati intorno al 1300, è forse una delle più belle attrazione storico-musicali delle Marche. Il nome non deve farci ingannare in quanto, se per arena viene alla mente l’area circolare tipicamente “romana”, nel caso della città della riviera intendiamo la piazza d’armi del Castello Svevo in piazza Brancondi. Realizzato attorno al 1229 da Federico II di Svevia sulle terre costiere del comune di Recanati a difesa dalle incursione piratesche dei turchi, si possono ancora notare nelle sue mura interne le sagome delle abitazioni nelle quali, durante gli attacchi, trovavano rifugio e salvezza i pescatori del luogo. Il Castello, costituito da una torre principia, merlata e alta 25 mt sulla quale ormai da diversi anni sventola la Bandiera Blu d’Europa della Fee Italia, è a base quadrangolare anche se fatta modificare nel 1677 da Papa Innocenzo XI per consolidare l’intera struttura visto che, da quel momento, accolse due grossi cannoni in bronzo, detti “colubrine” e il ponte elevatoio. La seconda torre, invece, venne costruita a forma di cilindro attorno al 1400. Se nei primi anni i “recanatesi” dediti alla pesca abitavano nel suo interno insieme al commissario comunale di Recanati, ai suoi addetti agli uffici, ai militari e ai religiosi, con l’incremento della popolazione e la diminuzione degli atti di pirateria, la vita si sposto all’esterno. Attualmente il Castello Svevo viene utilizzato come museo archeologico per i reperti romani di Potentia, biblioteca, sala riunioni e pinacoteca comunale, mentre d’estate ospita nella sua piazza d’armi numerosi eventi con una platea di ben 1500 posti comprese le gradinate. Oltre ai concerti e alle serate folcloristiche, l’Arena Beniamino Gigli è ormai diventata famosa in tutte le Marche per la rassegna Arena Gigli Musical Festival che da diversi anni è seconda solo alla Versiliana. Intitolata al grande tenore recanatese che vi canto spesso, la rassegna di musical riesce ogni anno a realizzare il suo tutto esaurito coi grandi eventi e i personaggi in esclusiva regionale che l’organizzazione riesce a portare. D’inverno, invece, oltre al Concorso Lirico Internazionale con cadenza biennale, la stagione musicale è solitamente proposta al pubblico di appassionati al CineTeatro Kursaal di piazza Brancondi e nelle due chiese, San Giovanni Battista e San Giovanni Bosco, e talvolta anche nell’Auditorium E. Medi.
CONTATTI
Piazza Brancondi, Informazioni 071.759971 - 071.7599760
www.portorecanatiturismo.it
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TEATRO PERSIANI RECANATI

Uno tra i più bei teatri delle Marche, il Teatro Persiani di Recanati, fortemente voluto da Monaldo Leopardi con un Manifesto – Programma del 1823, è stato disegnato e progettato da Tommaso Brandoni. Il teatro prende il nome del compositore recanatese Giuseppe Persiani e con i suoi interni, l’atrio, i rosoni e i palchi è indubbiamente una splendida rappresentazione di architettura come molti dei teatri della provincia di Macerata. L’opera, inaugurata nel 1840, che andrò a sostituire il vecchio teatro del Palazzo Comunale, aprì i battenti l’8 febbraio dello stesso anno ospitando, da quel giorno, numerosi cartelloni di rilievo a partire dal concerto del Mascagni, Poema Sinfonico, da lui stesso diretto nel 1898 in occasione del primo centenario leopardiano. Anche il grande tenore Beniamino Gigli, recanatese che mosse i suoi primi passi proprio nel borgo natio prima di essere chiamato al Metropolitan di New York e prendere il posto di Caruso, si esibì sul palcoscenico del teatro a due passi da piazza Leopardi cantando nella Boheme e nella Tosca. Da una nota firmata da Fabio Corvatta, primo cittadino di Recanati, il teatro rimasto chiuso oltre 20 anni, è stato definitivamente restaurato nel 2003 e restituito alla cittadinanza nel 2004: “Riaprire un teatro che per decenni è restato chiuso è una sfida: richiede impegno e dedizione già solo per essere progettata. Una sfida il cui esito, almeno sulla carta, appare tutt'altro che scontato per una città che pur avendo ‘voglia’ di teatro, aveva perso quella ‘sana’ abitudine che in passato il teatro aveva rappresentato. I recanatesi hanno risposto a questa sfida con un entusiasmo superiore a quello che era possibile immaginare”. Entrando nel teatro e passando per l’attuale area biglietteria, si attraversa il foiller coi suoi rosoni e l’architettura sobria, poco elaborata ma elegante, prima di salire le scale alla destra o alla sinistra verso i palchi i quali si raggiungono grazi a grezzi “cunicoli” caratterizzati dalle altrettanto rustiche porte di ogni palchetto con quattro posti disponibili, due sedie e due sgabelli. La sala interna si apre alla vista di chi entra come un spettacolo d’altri tempi. Costituita da un da un’ampia platea, il pubblico è attorniata da tre ordini di palchi di cui un loggione, questa volta con preziosi ed elaborati medaglioni che decorano il soffitto i quali raffigurano l’Alfieri, il Metastasio, il Goldoni e Guido D’Arezzo. La stagione, composta solitamente da circa 20 spettacoli, di cui dieci per bambini, si sviluppa nel periodo invernale fin quasi l’estate, da settembre a maggio. Ogni anno, inoltre, da quanto il Piccolo Teatro di Milano ha stretto la collaborazione col Persiani di Recanati, oltre alle stagioni teatrali, durante la stagione stessa vengono realizzati numerosi laboratori, percorsi didattici, lezioni di spettacolo e percorsi formativi rivolti ai giovani delle scuole e agli universitari diversificando così l’offerta e gli spunti di riflessione. Vista la molteplicità e la varietà di spettacoli, anche le possibilità di abbonamenti è ampia con l’interno carnet di biglietti, che garantisce un posto fisso a scelta dell’abbonato, un numero limitato di biglietti selezionando alcuni degli spettacoli o tentare la sorte nel prendere il biglietto sperando che ci siano posti ancora liberi in quanto, solitamente la biglietteria dichiara sempre molto presto il tutto esaurito.
CONTATTI
Corso Cavour, Recanati - Tel. 071.757.94.45
www.teatropersiani.com
PROGRAMMAZIONE
Ventuno eventi, nove grandi spettacoli, otto proposte per i più piccoli, quattro corsi di teatro e l’intera stagione del Persiani dedicata a Gigli come sempre col Piccolo di Milano. Dopo Carmen, se ti amo, attento a te!, versione italiana della Carmen di Bizet rielaborata da Marius Constant Jean Claude Carrière e Peter Brook, per la regia di Franco Ripa di Meana in onore di Beniamino Gigli che la interpretò per l’ultima volta a Roma, molti gli spettacoli proposti in questo 2007/2008. Prima Donne in Parlamento di Aristofane per la regia di Serena Sinigallia, poi l’Aida di Verdi allestita dalla Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli e la voce di Beniamino Gigli, Tartufo di Molière per la regia di Carlo Cecchi e Madre Coraggio e i suoi figli di Bertolt Brecht adattata da Antonio Tarantino, gli spettacoli continuano. Il 15 e 16 marzo arriva Io l’erede di Eduardo De Filippo con il grande Leopoldo Mastelloni, l’11-12-13 aprile con l’emozionante Scuola di Ballo Teatro alla Scala diretta da Frédèric Olivieri, il 13 e 14 maggio Miss Universo con l’irraggiungibile e simpaticissima Angela Finocchiaro e il 10 e 11 giugno si conclude con l’Omaggio a Recanati dell’intramontabile Carla Fracci.
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ARGOMENTI
Lo stage formativo è stato appositamente suddiviso in diversi livelli in modo da permettere ai partecipanti di approfondire bene gli argomenti. Il corso, infatti, è stato studiato nel dettaglio e si compone di un livello base - I° Livello - e di almeno un livello avanzato - II° Livello (Intermedio) e III° Livello (avanzato) - con l’idea di compiere un cammino e quindi di ottenere risultati costanti e importanti durante le fasi di crescita.
Ogni lezione, inoltre, è stata accuratamente preparata e i partecipanti potranno sentirsi parte integrante della classe e non semplici “unità”, distinte e distaccate le une dalle altre. Lo scopo, infatti, è proprio quello di dare spazio ad ogni singola “unità”, per usare il termine appena utilizzato, in modo da far crescere la classe non solo con l’esperienza dei docenti ma anche e soprattutto con l’interazione tra i partecipanti.
Gli argomenti che verranno trattati saranno suddivisi in lezioni ognuna delle quali con precise indicazione per poter affrontare le diverse situazioni che ci portano a contatto col prossimo. Per questo motivo i docenti chiamati a tenere le lezioni sono un “attore” e un “giornalista”, due diverse tipologie di comunicatori che svolgeranno insieme il loro lavoro.
Se serve infatti una preparazione specifica come la “respirazione” per poi passare al capitolo della “voce” con le sue diverse intonazioni e timbri, dopo aver analizzando anche la “gestualità” e il modo per contenere le proprie emozioni è necessario comprendere cos’è la comunicazione dal punto di vista tecnico per poi applicarla alla vita di tutti i giorni nella “lettura dei giornali” e nella preparazione a monte di essi e di tutto il materiale cartaceo con cui veniamo a contatto.
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Presentazione
STAGE FORMATIVO DI COMUNICAZIONE SCRITTA E ORALE
Corso di formazione di I° - II° - III° Livello
SCOPO: Lo scopo di questo stage formativo che si suddivide in diversi livelli è, come recita lo stesso slogan e il titolo del corso, imparare a comunicare con gli altri diventando, un giorno, leader di un gruppo. Il corso è rivolto a coloro i quali aspirano a diventare leader o sono chiamati a ricoprire tale ruolo in un’azienda, un gruppo organizzato, un circolo, un’associazione. Contemporaneamente a chi ha questa esigenza possono partecipare allo stage coloro i quali desiderano semplicemente comprendere come “funziona” la comunicazione a livello dirigenziale. Non tutti, infatti, sono portati a tenere discorsi in pubblico, a ricoprire cariche dirigenziali o a riconoscersi leader in un determinato settore. Tutti però, abbiamo bisogno di approfondire i motivi per cui non siamo in grado di mantenere i nervi saldi in certe occasioni per mancanza di sicurezza. In alcuni casi, infatti, le parole non ci vengono, la nostra dizione prende inflessioni dialettali e rischiamo di non essere all’altezza della situazione, anche in una semplice discussione tra conoscenti. Lo scopo principale di queste lezioni, quindi, è quello di maturare la consapevolezza di potersi relazionare in pubblico, acquisire fiducia in se stessi e affrontare dunque con tranquillità e cognizione interrogazioni, colloqui di lavoro o potersi semplicemente rapportare con il prossimo.
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