Sono certo che tra l’ampia gamma di frequentatori di questo ricco e interessante Blog ci sono anche persone che devono quotidianamente misurarsi con la realtà di questi tempi duri e difficili.
Quanti hanno perso il posto di lavoro? Quanti fanno fatica ad arrivare alla ormai fin troppo citata ‘terza settimana del mese’? E quanti sono alla ricerca di soluzioni? Per vivere meglio, per riposare meglio disponendo di un poco di ragionevole serenità, per avere pochi ma veri amici, per chiudere ogni giorno con quel senso di appagamento interiore che deriva dall’aver saputo dare e non solo ricevere.
Sì, stiamo vivendo tempi duri, dobbiamo riconoscerlo. La recessione che sta colpendo il mondo è davvero globale. La paura di non farcela, lo scoraggiamento, la scomparsa di concetti quali “lavoro sicuro” e “posto fisso” sono divenuti tema ricorrente nei pensieri e sonni agitati di molti.
Ecco perché riveste massima importanza conoscere e mantenere attivo il nostro PILOTA AUTOMATICO interiore, la stupenda ed efficiente centrale di autocontrollo e autogoverno che è all’interno del sistema limbico, nella parte più centrale e protetta del nostro meraviglioso cervello. E’ immateriale ma assolutamente reale, e come tutti gli organi e apparati deve essere allenato e tenuto in forma.
I semplici metodi di controllo e governo di questo eccezionale pilota automatico sono davvero alla nostra portata; basta prenderne atto e poi utilizzare il pensiero attivo per stabilire con questi un costante, giornaliero e consapevole contatto.
Proveremo ben presto la indicibile gioia che deriverà dal ’sentire’ che tutto migliora ogni giorno di più, che si è intrapreso un cammino che era lì, alla nostra portata, e che al temine di ogni giornata ci farà dire “che bel giorno è stato questo. E chi sa cosa mi attende domani…” E il sonno che seguirà sarà dolce, ristoratore, appagante.
Fare nostro il segreto del pensiero positivo, mettere in atto le tecniche di un programma di sette giorni che aiuterà a controllare e assecondare lo stress, ad avere il comportamento che vince sempre, ad accrescere l’autostima e a non arrendersi mai. Un viaggio coinvolgente che parla al cuore e al buon senso e risveglia poteri dei quali siamo dotati ma che inconsapevolmente non utilizziamo.
Avere la gioia di scoprire quanto sia veramente alla nostra portata controllare l’ansia e la paura di non farcela guidando con semplici tecniche i nostri pensieri, eliminare gradualmente la scarsa autostima e lo scoraggiamento. Trovando e utilizzando poteri che possediamo, e che forniranno la chiave per ottimizzare salute e umore, e ottenere il comportamento che vince sempre, anche nelle situazioni più difficili.
E’ stimolante scoprire come sia davvero possibile far propri i sempli comandi di questo meraviglioso pilota interiore, capace di rivoluzionare il nostro intero modo di essere, trasformando i problemi in sfide attive da affrontare e vincere, rendendo così la vita un’avventura straordinaria e degna di essere assaporata e vissuta momento per momento.
Alla fine di ogni giorno sapremo di aver acquistato una ulteriore dose di “ricchezza” interiore, scoprendo di possedere la chiave per avere tanta energia e voglia di fare e dare, ripartendo ogni giorno per una nuova tappa di questo affascinante viaggio.
A cura di Giancarlo Randone
Autore di Pilota Automatico verso il Successo
lunedì 15 novembre 2010
Come avere il completo controllo di ansia, stress, preoccupazioni
Pubblicato da webmaster alle lunedì, novembre 15, 2010 0 commenti
lunedì 18 ottobre 2010
Gli stili comunicativi...pro e contro
Le comunicazioni, possono essere suddivise anche in base al livello dell'emittente e del ricevente, in relazione a come ci si pone, possiamo avere 3 tipi diversi di stili comunicativi:
STILE IMPERATIVO:
PRO:
Il messaggio è sicuramente ascoltato
L’emittente acquisisce sicurezza
La comunicazione è di breve durata
CONTRO
Il messaggio potrebbe non essere compreso
Il ricevente si sente in soggezione
Il ricevente cerca di sfuggire alla comunicazione
STILE SOTTOMISSIVO
PRO
Il ricevente si sente giovato dalla comunicazione
La comunicazione avviene in toni pacati
La comunicazione è di breve durata
CONTRO:
L’emittente ha paura del suo interlocutore
La comunicazione risulta difficile
La comunicazione è di breve durata
STILE ASSERTIVO
PRO:
La comunicazione è in primo piano
L’emittente e il ricevente non hanno paura ad esternare le rispettive idee
La durata della comunicazione è in relazione alla sua riuscita
CONTRO:
..non rilevabili...
Pubblicato da webmaster alle lunedì, ottobre 18, 2010 0 commenti
Etichette: commenti, comunicazione, corso, parlare in pubblico, pathos, pnl, stili, voce
domenica 9 maggio 2010
Vivo di emozioni, quindi, comunico
Ma chi ha detto che per comunicare serve necessariamente la parola? Noi comunichiamo in molti modi diversi, forse anche più eloquenti della parola stessa. Per esempio con le emozioni.
Comunichiamo le varie emozioni attraverso le espressioni del viso che si hanno per natura e parlano un “linguaggio universale”, capibile da tutti. Ci sono emozioni come la gioia che sono immediatamente comunicabili, senza alcun bisogno di parlare, di aprire bocca.
Rabbia, disgusto, paura, gioia, sorpresa e tristezza sono considerate le sei emozioni primarie, quelle che esprimiamo in modo universale, comuni in tutte le persone della terra. Sono emozioni leggibili da tutti, sono emozioni che comunicano determinati stati d’animo, che dunque, non hanno alcun bisogno delle parole per farsi comprendere.
E’ bene che Tu sappia che se anche il Tuo volto o il Tuo corpo può sembrare impassibile, ci sono dei piccoli gesti che rivelano esattamente l’emozione che provi in quel momento.
Spesso queste emozioni ci “fregano” e comunicano agli altri cose che non vorremmo mai che la persona davanti a noi percepisse.
Per esempio: se stai parlando con qualcuno e ad un certo punto la persona che hai davanti fa un passo indietro, è segno che prova disgusto o fastidio per qualcosa che hai detto o fatto.
Ed ancora: se mentre parla con Te, l’altra persona giocherella con qualcosa che tiene in mano, può essere un segnale di disagio.
Infine: se hai davanti una persona che preme la lingua sulla parte interna della guancia vuol dire che sta esprimendo un forte gradimento.
Naturalmente, questi sono solamente tre esempi. Ce ne sono a centinaia che si potrebbero raccontare. Quello che conta è che Tu devi essere consapevole che il Tuo viso ed il Tuo corpo comunicano emozioni ogni volta che parli e incontri una persona.
Tutto il Tuo corpo comunica “inconsapevolmente” le Tue emozioni: l’espressione facciale, il colorito, i gesti delle mani e, naturalmente, la voce.
In chiusura, posso affermare che l’emozione è il nostro primo linguaggio. Prima delle parole, arrivano sempre le emozioni. Questo perché le emozioni governano i nostri pensieri; sono loro che letteralmente ci “prendono per mano” e ci guidano inconsciamente. Anche nella comunicazione.
Quindi, emozionati pure ma sappi che, contemporaneamente, comunichi le emozioni che provi alle persone che hai davanti.
Come afferma anche il Professor Antonio R. Damasio, una delle figure di maggior spicco nel campo delle neuroscienze: “Grazie alle emozioni siamo creature sociali, in grado di vivere con gli altri”.
Ma che mondo sarebbe senza le emozioni? Lasciami pure un commento al post.
Giancarlo Fornei
Pubblicato da webmaster alle domenica, maggio 09, 2010 0 commenti
Etichette: comunicazione, e-book, ottimismo, parlare in pubblico
mercoledì 3 marzo 2010
Giacomo Bruno & Massimo Pigliacampo...per parlare in pubblico!
Ciao,
a scuola avevo un paio di compagni che facevano scena muta a tutte le interrogazioni; avevano studiato, ma non riuscivano a parlare davanti agli altri...
Più avanti, durante il mio lavoro, ho incontrato tante altre persone con questo problema. Un disagio davvero molto diffuso...
Anche a te si blocca la lingua appena c'è pubblico?
Parlare in pubblico può provocare ansia e agitazione anche al meno timido, ma nella vita è spesso necessario.
Per questo abbiamo riunito uno staff con i migliori consulenti italiani specializzati in comunicazione e in particolare abbiamo chiesto a Massimo Pigliacampo, esperto di public speaking, di aiutarti a esprimerti in modo sicuro in pubblico.
In questo ebook potrai imparare a superare i tuoi blocchi, impostando la voce, correggendo la tua dizione e organizzando il discorso e il suo svolgimento.
Diventa un vero oratore! Massimo Pigliacampo ha condensato tutta la sua esperienza in questo pratico ebook:
I Segreti per Parlare in Pubblico
Tecniche e Strategie di Comunicazione Verbale
Ebook 159 Pagine + 3 Report + 1 Audio MP3
Se ti è piaciuto THE SIGN, allora ti consiglio di non perderti I Segreti per Parlare in Pubblico perchè è un ebook che si integra perfettamente e ne approfondisce determinati aspetti.
Pubblicato da webmaster alle mercoledì, marzo 03, 2010 0 commenti
Etichette: ansia, autostima, comunicazione, corso, e-book, parlare in pubblico, pnl, soldi
venerdì 22 gennaio 2010
Servizio Meteo Italia
Grazie alla collaborazione con il sito Meteo.it, da oggi sarà possibile consultare le previsioni meteo in tutta Italia anche da questo blog!
Pubblicato da webmaster alle venerdì, gennaio 22, 2010 0 commenti
Etichette: blog
mercoledì 20 gennaio 2010
L'ansia di parlare in pubblico
Posto un interessante articolo di Leonardo Frontani, riguardo al parlare in pubblico e la gestione dell'ansia.
"Ansia sociale. In quei tre minuti in cui le sostanze stimolate dalla nostra paura si trasformano da toniche a tossiche, succede il finimondo.
“Quelli sono seduti in platea per giudicarmi ! Si prenderanno gioco di me ! Distruggeranno la mia immagine pubblica!”
E se invece la platea fosse peggiore di te ? E se fosse lì per un disegno divino che prevede solamente la tua gratificazione?
Politici, managers, allenatori sportivi e funzionari del terzo settore addetti alla raccolta di fondi, giornalisti e studenti, scienziati e medici: questi sono gli utenti dei corsi di formazione per imparare a parlare in pubblico. L'Oratoria è tutta naturale, che sia per convincere, accusare o difendere, è nata con l'uomo. Non possiamo però ignorare che la fobia sociale è un disturbo alquanto diffuso tra la popolazione: il 13% accusa questa sgradevole sensazione.
La caratteristica principale di questo disturbo è la paura di agire, di fronte agli altri, in modo imbarazzante o umiliante e di ricevere giudizi negativi. Questa paura può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, per la paura di comportarsi in modo “sbagliato” e di venir mal giudicati. Se crediamo di voler affrontare il problema lo stregone di turno è il personal coach che con competenze specifiche affronta problemi di sudorazione eccessiva, del blocco sulla scaletta, dello sguardo basso. Tutti chiedono una tecnica, ma per imparare a volare occorre sapere camminare ed in questo caso intendiamo camminare sull'ardua strada dell'accettazione dell'incertezza. La paura di una sala convegni e simile a quella di una porta chiusa in un sinistro castello. E' ciò che non conosciamo che in genere ci terrorizza.
Il percorso formativo quindi parte da una accettazione che nella nostra esistenza ci sia una fonte di disturbo; può essere un episodio del nostro passato, ma anche una persona che è riuscita a creare le condizioni affinché non ci si ami particolarmente davanti ad un pubblico presunto esigente. E' insolito, ma spesso, pareggiare i conti con queste questioni aperte, modifica completamente il nostro atteggiamento come oratori. Poi segue la tecnica; il gusto di prendersi il proprio palcoscenico ascoltando quello strano organismo “pluri-celebrale” costituito da una platea. L'oratore impara a gestire sussurri e sorrisi, sguardi ironici e tambureggiare sull'orologio, belle donne e “yesmen” in prima fila. Il suo sguardo è detto “democratico” quando è in grado di offrire soddisfazione a tutte le coppie di occhi che lo cercano.
La tecnica è raffinata quando la pausa viene accompagnata da un gesto o da una postura in accordo con le parole pronunciate.
Ancora più raffinato l'oratore che sa fare leva sull'emozione utilizzando strumenti sofisticati della comunicazione, i contrasti netti, le immagini, il guadagno per chi ascolta, la totale attenzione al “VOI”.
Parlare in pubblico è un'opportunità che a pochi viene offerta. E' un momento di autoformazione e di realizzazione anche se necessario a comunicare sconfitte o cattive notizie. Loro sono lì in platea come uccellini pigolanti in un nido. Superiamo le barriere architettoniche ed avviciniamoci, percorriamo con lo sguardo la sala intera e sorridiamo cordialmente, nessun coglierà i nostri errori se sapremo affabulare.
Apertura e chiusura sono la parte fondamentale di un discorso. Potrei dire che ciò che vi è contenuto è quasi inutile. La mente tende a ricordare l'inizio di una comunicazione e la sua fine e l'attenzione media non può essere distesa oltre i 20 minuti. La dizione non è importante come si crede; semmai sono necessarie abilità nel gestire la voce ed i suoi colori.
Ma questa è la parte che si può imparare, il resto lo fa il coraggio, cioè la quantità d'insicurezza con la quale siamo disposti a convivere."
Leonardo Frontani
edu@twt-team.it
Pubblicato da webmaster alle mercoledì, gennaio 20, 2010 0 commenti
Etichette: ansia, articoli, commenti, parlare in pubblico
Un giorno speciale 2....
Continuano i consigli per poter affrontare al meglio il colloquio di lavoro.
Il report completo, lo potete trovare gratuitamente insieme all'e-book " I segreti per parlare in pubblico"
Cosa devo fare mentre aspetto fuori dall’ufficio ?
E’ opportuno sapere che molte aziende utilizzano come strategia di selezione di personale un mezzo di dubbia moralità ma di indiscutibile efficacia: far aspettare per molto tempo chi deve affrontare un colloquio per testare la sua pazienza e per cercare di “scalfire” la sua autostima. Sicuramente sarà difficile trovare su dei manuali questa teoria, e magari potrebbe anche essere una balla colossale, una cosa però è più che certa e indiscutibile: L’attesa snerva e fa perdere la concentrazione.
Chi deve affrontare un colloquio invece, deve entrare nell’ufficio di selezione con il massimo della concentrazione e della carica!
Proprio per questo motivo bisogna sfruttare il tempo di attesa per poter raggiungere la calma e la concentrazione massima. Metodo migliore è la respirazione diaframmatica: un tipo di respirazione ampliamente spiegata nel mio manuale così come su molti altri, che riesce a far trattenere l’energia, gestire le emozioni e le ansie e soprattutto interviene in aiuto nelle situazioni di stress.
Quindi, quando siete seduti in attesa, leggete una rivista, camminate con molta calma, rimante seduti…fate qualsiasi cosa! L’importante è che rimaniate concentrati su ciò che tra un po dovrete andare a spiegare ovvero:
i vostri punti di forza!
Pubblicato da webmaster alle mercoledì, gennaio 20, 2010 0 commenti
Etichette: autostima, aziende, comunicazione, e-book, lavoro, leadership, parlare in pubblico, pnl, respirazione
giovedì 7 gennaio 2010
Un giorno speciale:quello del colloquio di lavoro
Tratto dal report gratuito "Preparare il Discorso per il Colloquio di Lavoro" , in allegato al mio e-book "I segreti per parlare in pubblico", posto un articolo riguardo ad un giorno importante e sicuramente impegnativo dal punto di vista comunicativo:quello del colloquio di lavoro.
come mi devo preparare la mattina del giorno del colloquio?
Il buongiorno si vede dal mattino dice il proverbio, ed è proprio vero! Il corpo e soprattutto la mente per essere al meglio devono avere innanzitutto il giusto nutrimento e la giusta energia.
Nel caso in cui il colloquio sia fissato al mattino, consiglio di svegliarsi di buon ora, il tempo giusto per avere la possibilità di mangiare, sgranchirsi le gambe e prepararsi la voce, il tutto con molta calma. Ricordiamoci che quando si parlerà al colloquio di lavoro, dobbiamo avere l’energia interna al massimo e dobbiamo dare il meglio di noi stessi! Pensiamoci un attimo: affidereste voi un qualsiasi incarico ad una persona che si presenta al colloquio con gli occhi ancora assonnati e con la voce rauca tipica di chi si è appena svegliato?
Penso proprio di no!
Proprio per questo consiglio di fare una bella colazione sostanziosa. Considerate che la colazione deve fornire il 20% di calorie totali della giornata, e, in un giorno importante come quello del colloquio di lavoro, ne abbiamo veramente bisogno!
Ecco allora che un yogurt, una spremuta d’arancia, delle fette biscottate vanno più che bene, così come del latte parzialmente scremato. L’importante è evitare cibi che contengono troppi grassi soprattutto animali (burro, margarina).
Dopo una bella colazione, consiglio qualche piccolo esercizio di stretching degli arti superiori ed inferiori.Se ne avete la possibilità fatevi una bella passeggiata o una mini corsa! Fatta questa piccola attività fisica, concedetevi una bella doccia rigenerante e vestitevi con molta calma!
Qualcuno può anche chiedersi: e se il colloquio ce l’ho il pomeriggio come mi devo preparare?
Consiglio di seguire gli stessi preparativi che si deve fare al mattino, e soprattutto di fare un pranzo leggero. Questo perché un processo digestivo complesso dà sonnolenza. Non mi voglio soffermare molto sull’abbigliamento, anche perché ne parlo in maniera approfondita sul mio libro “I segreti per parlare in pubblico”. Voglio però ricordare che ancora prima della stretta di mano, il nostro biglietto da visita sarà il nostro abito, quindi evitiamo vestiti particolarmente sgargianti e fuori dal contesto che si dovrà affrontare. Una volta pronti, iniziamo a riscaldare le corde vocali attraverso la semplice vibrazione (per essere chiari, pensiamo ai monaci buddisti che vengono ripresi durante le loro meditazioni)
L’esercizio di riscaldamento delle corde vocali può essere fatto durante il tragitto in auto, in bagno mentre ci si prepara oppure mentre si fa un po’ di esercizio fisico: l’importante è che venga fatto e che le corde vocali siano pronte ad affrontare una comunicazione orale!
Pubblicato da webmaster alle giovedì, gennaio 07, 2010 0 commenti
Etichette: autostima, aziende, comunicazione, e-book, lavoro, leadership, parlare in pubblico, pathos, pnl