"L’aspetto prossemico della comunicazione analizza i messaggi inviati con l’occupazione dello spazio.
Il modo nel quale le persone tendono a disporsi in una determinata situazione, apparentemente casuale, è in realtà codificato da regole ben precise. Ognuno di noi tende a suddividere lo spazio che ci circonda in quattro zone principali:
Zona intima (da 0 a 50 centimetri)
Zona personale (da 50 cm ad 1 metro)
Zona sociale (da 1 m a 3 o 4 m)
Zona pubblica (oltre i 4 m)
La zona intima è, come facilmente intuibile, quella con accesso più ristretto: di norma vengono accettati senza disagio al suo interno solo alcuni familiari stretti e il partner. Un ingresso di altre persone esterne a questo ristretto nucleo di “ammessi” all’interno della zona intima viene percepita come una invasione che provoca un disagio, variabile a seconda del soggetto. Come conferma di questo basti pensare alla situazione di imbarazzo che si prova quando siamo costretti ad ammettere nella nostra zona intima soggetti estranei, ad esempio in ascensore o sull’autobus; la conseguenza di questa situazione è un tentativo di mostrare l’involontarietà della nostra “invasione”, quindi si tende ad irrigidirsi e a non incrociare lo sguardo con le altre persone.
La zona personale è meno ristretta: vi sono ammessi familiari meno stretti, amici, colleghi. In questa zona si possono svolgere comunicazioni informali, il volume della voce può essere mantenuto basso e la distanza è comunque sufficientemente limitata da consentire di cogliere nel dettaglio espressioni e movimenti degli interlocutori.
La zona sociale è quell’area in cui svolgiamo tutte le attività che prevedono interazione con persone sconosciute o poco conosciute. A questa distanza (come detto da 1 a 3 o 4 metri) è possibile cogliere interamente o quasi la figura dell’interlocutore, cosa che ci permette di controllarlo per capire meglio le sue intenzioni. È anche la zona nella quale si svolgono gli incontri di tipo formale, ad esempio un incontro di affari.
La zona pubblica è quella delle occasioni ufficiali: un comizio, una conferenza, una lezione universitaria. In questo caso la distanza tra chi parla e chi ascolta è relativamente elevata e generalmente codificata. È caratterizzata da una forte asimmetria tra i partecipanti alla comunicazione: generalmente una sola persona parla, mentre tutte le altre ascoltano."
Molto chiara la spiegazione che viene data da Wikipedia.La prossemica è uno di quei 4 sistemi che costituiscono la comunicazione non verbale. Gli altri sono: Sistema Paralinguistico, cinesico ed infine l'aptica. Tutti questi elementi servono a far arrivare in maniera più chiara e immediata un determinato messaggio.
E' interessante sapere che attraverso una corretta gestione prossemica dello spazio, possiamo attirare l'attenzione, RICHIAMARE l'attenzione, FARE gruppo tra i proprio studenti...in parole povere: COSTRUIRE UNA COMUNICAZIONE EFFICACE.
Massimo Pigliacampo
martedì 24 giugno 2008
la prossemica nella Comunicazione Non Verbale
Pubblicato da webmaster alle martedì, giugno 24, 2008
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